Secondo me è andata così: a metà anni Novanta qualcuno alla Giochi Preziosi scrisse un numero sbagliato su un documento. Una virgola spostata, o uno zero in più. Cose che succedono.
Il risultato è che il signor Preziosi ha capannoni dismessi pieni di Robot Emiglio, e continua a comprare spazi pubblicitari sotto le feste per ricordarci che Emiglio è meglio. Lo stesso spot (non questo) da dieci anni. Lo stesso robot di plastica che andava ai tempi della Fiat Tipo. Stavano sostituendo i telefoni a gettone coi telefoni a schede magnetiche. Se siete passati per qualche negozio di giocattoli sotto le feste avrete visto uno dei simboli del lato oscuro del Natale - la piramide degli scatoloni di Robot Emiglio. Costa pure un sacco di soldi.
Voi però nel negozio ci andavate per cercare i Paw Patrol.
Non li ha promossi nessuno. Sono introvabili. Quando arrivate alla corsia giusta, tra l'oggettistica dell'orsetto Paddington e il merchandising di Peppa in offerta speciale da due anni, c'è il classico buco. Sono gli animaletti di Paw Patrol. Nessuno intendeva venderteli a Natale. Poi Cartoonito aveva un buco nel palinsesto e lo ha riempito con le repliche del simpatico cartone animato in cui i cuccioli forniscono servizi socialmente utili in cambio di crocchette.
E adesso Skye è introvabile.
Skye è la cucciola che pilota l'elicottero - è anche l'unica di cui si può desumere il sesso femminile (secondo me è femmina anche il dalmata pompiere, ma non è chiaro). Il lupetto poliziotto e il bulldog cantierista te li tirano dietro, ma Skye non si trova. Tutti i negozi di giocattoli di tre popolose province italiane. Amazon. Ebay. Niente. Santa Lucia non ce l'ha fatta, e ha passato la pratica a Babbo Natale. Babbo Natale ha chiesto alla Befana. La Befana ha proposto uno sconto sul robot Emiglio.
(E anche queste feste ce le siamo messe alle spalle. Sarà un grande 2016).
Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi
Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi.
Noi no. Donate all'UNRWA.
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mercoledì 6 gennaio 2016
martedì 5 gennaio 2016
Nessuno ci odia più di Checco
Quo vado? (Gennaro Nunziante, 2015).
C'è un mondo là fuori. Può essere la giungla africana o il circolo polare, ma è sempre un mondo più civile. Laggiù, sapeste! non si suona il clacson appena il semaforo è verde. Non ci si fa svegliare dalla mamma a quarant'anni. Non si critica un film comico soltanto perché ha fatto più di venti milioni in meno di una settimana. Non lo si rimpalla tra destra e sinistra, non si approfitta dello spazio di una recensione per parlare di Renzi o della storia della commedia all'italiana. C'è un mondo là fuori, e avremmo tutti una gran voglia di andarci, anzi di esserci già! e invece restiamo qui. Nessuno sa perché. Forse è il prezzo delle ciliegie.
Quelle che alcuni non perdonano a Checco sono in sostanza le regole d'ingaggio della satira di costume. Certo, Checco proietta i nostri difetti rendendoli più tollerabili. Certo, si offre al pubblico più vasto possibile con un prodotto che ha almeno due livelli di lettura - un occhiolino a chi non sopporta più le auto in seconda fila, un cenno d'intesa a chi l'ha parcheggiata sul marciapiede del cinema. Come se questa doppiezza non fosse la formula della commedia all'italiana dai Soliti ignoti fino a Fantozzi e alle sue derive cinepanettonesche. Il fatto che si rimproveri a Zalone di fare bene il suo mestiere significa come minimo che non siamo più abituati a vedere qualcuno che quel mestiere sappia farlo. Che dovrebbe fare un comico, a parte farci ridere mentre suggerisce che come popolo siamo da rottamare? Pretendiamo qualcosa di più? Deve entrare in politica, pure lui? E dopo saremo contenti?
Alcuni si premurano di informarci che Checco non è Totò, né Alberto Sordi - grazie, correvamo il rischio di confonderci - ma il confronto andrebbe fatto con quel che passa in convento negli anni Dieci. Checco continua a sembrare uno dei pochi che ha capito che l'Italia non è un giardino fiorito stuprato da consorterie di uomini cattivi, politici e imprenditori. No, l'Italia è quel che è perché gli italiani sono così. I politici - vedi Lino Banfi, retrocesso con affetto a caratterista - non sono che emanazioni di una civiltà che è da buttar via e rifondare da capo.
A un certo punto del film c'è un bambino razzista. (Continua su +eventi!)
A un certo punto del film c'è un bambino razzista. I bambini di solito nei nostri film sono creature naturalmente buone, che dicono sempre la verità. Nel film di Checco no. Ci sono bambini educati (in Norvegia), che credono in qualsiasi Dio o anche in nessuno, e poi ci sono bambini razzisti. E sono proprio i tipici bambini italiani pettinati da calciatore, che giocano a pallone in piazza e non ti fanno entrare in squadra se non parli il loro dialetto. Veltroni non li vede, Checco sì. Checco vive nella mia Italia, Veltroni non so. Poi dite che è di destra. Un film in cui i cattivi sono i bambini pettinati da calciatori, e i buoni sono gli scienziati con la famiglia aperta. Un personaggio comico che continua a ribadire, film dopo film, che gli italiani non possono più vivere alle spalle dei genitori e dei figli; che devono cambiare: non perché lo impone il Politico cattivo o l'Euro assassino, ma perché oltre a essere necessario, sarà bello. A un comico così si perdona anche il fisiologico calo del secondo tempo (del resto il primo era partito a razzo), e il finale coi lacrimoni e i buoni sentimenti e l'Africa e la medicine.
Checco non sarà Sordi, ma il minimo che si possa dire è che si sta impegnando. A questo punto della favola Luca Medici e Gennaro Nunziante potrebbero riempire un'ora e mezza di pellicola di gag da quattro soldi, e invece insistono a cercare cose nuove, a cambiare situazioni e ambientazioni. Potrebbero restare anche loro nel casolare in campagna, e invece vanno al circolo polare a scherzare sul riscaldamento globale. Un esempio qualsiasi: non si ride quasi più dei gay. È un dettaglio, ma pensate a quanto era centrale la figura dei gay in Cado dalle nubi. Qualcun altro al suo posto avrebbe replicato la ricetta (per dire, sui gay di Cado dalle nubi hanno girato uno spinoff l'anno scorso senza Checco ma con Belén). Invece Medici e Nunziante, con un solo personaggio a disposizione hanno già fatto quattro film senza ripetersi. Villaggio e Salce con Fantozzi non ci sono riusciti.
Farei prima a scrivere i cinema in cui non proiettano Quo vado. La sala Lux di Busca, ad esempio (fanno Timbuktu), onm il cinema San Giacomo di Roburent dove c'è Star Wars. Invece al Cityplex di Alba (17:30, 19:30, 20:00, 21:30, 22:00), al Cinelandia di Borgo San Dalmazzo (14:15, 15:20, 16:20, 17:30, 18:30, 20:20, 20:40, 21:00, 22:35, 22:45), al Multisala Impero di Bra (20:20, 22:30), alla Sala Borsi di Ceva (16:00, 18:00, 21:00), al Fiamma di Cuneo (15:30, 17:40, 20:30, 22:40), ai Portici di Fossano (18:30, 20:30, 22:30), al Bertola di Mondovì (18:00, 21:00), all'Italia di Saluzzo (20:00, 22:15), al Cinecittà di Savigliano (20:20, 22:30) c'è Quo Vado. Tanto ci siete già andati
C'è un mondo là fuori. Può essere la giungla africana o il circolo polare, ma è sempre un mondo più civile. Laggiù, sapeste! non si suona il clacson appena il semaforo è verde. Non ci si fa svegliare dalla mamma a quarant'anni. Non si critica un film comico soltanto perché ha fatto più di venti milioni in meno di una settimana. Non lo si rimpalla tra destra e sinistra, non si approfitta dello spazio di una recensione per parlare di Renzi o della storia della commedia all'italiana. C'è un mondo là fuori, e avremmo tutti una gran voglia di andarci, anzi di esserci già! e invece restiamo qui. Nessuno sa perché. Forse è il prezzo delle ciliegie.
Quelle che alcuni non perdonano a Checco sono in sostanza le regole d'ingaggio della satira di costume. Certo, Checco proietta i nostri difetti rendendoli più tollerabili. Certo, si offre al pubblico più vasto possibile con un prodotto che ha almeno due livelli di lettura - un occhiolino a chi non sopporta più le auto in seconda fila, un cenno d'intesa a chi l'ha parcheggiata sul marciapiede del cinema. Come se questa doppiezza non fosse la formula della commedia all'italiana dai Soliti ignoti fino a Fantozzi e alle sue derive cinepanettonesche. Il fatto che si rimproveri a Zalone di fare bene il suo mestiere significa come minimo che non siamo più abituati a vedere qualcuno che quel mestiere sappia farlo. Che dovrebbe fare un comico, a parte farci ridere mentre suggerisce che come popolo siamo da rottamare? Pretendiamo qualcosa di più? Deve entrare in politica, pure lui? E dopo saremo contenti?Alcuni si premurano di informarci che Checco non è Totò, né Alberto Sordi - grazie, correvamo il rischio di confonderci - ma il confronto andrebbe fatto con quel che passa in convento negli anni Dieci. Checco continua a sembrare uno dei pochi che ha capito che l'Italia non è un giardino fiorito stuprato da consorterie di uomini cattivi, politici e imprenditori. No, l'Italia è quel che è perché gli italiani sono così. I politici - vedi Lino Banfi, retrocesso con affetto a caratterista - non sono che emanazioni di una civiltà che è da buttar via e rifondare da capo.
A un certo punto del film c'è un bambino razzista. (Continua su +eventi!)
A un certo punto del film c'è un bambino razzista. I bambini di solito nei nostri film sono creature naturalmente buone, che dicono sempre la verità. Nel film di Checco no. Ci sono bambini educati (in Norvegia), che credono in qualsiasi Dio o anche in nessuno, e poi ci sono bambini razzisti. E sono proprio i tipici bambini italiani pettinati da calciatore, che giocano a pallone in piazza e non ti fanno entrare in squadra se non parli il loro dialetto. Veltroni non li vede, Checco sì. Checco vive nella mia Italia, Veltroni non so. Poi dite che è di destra. Un film in cui i cattivi sono i bambini pettinati da calciatori, e i buoni sono gli scienziati con la famiglia aperta. Un personaggio comico che continua a ribadire, film dopo film, che gli italiani non possono più vivere alle spalle dei genitori e dei figli; che devono cambiare: non perché lo impone il Politico cattivo o l'Euro assassino, ma perché oltre a essere necessario, sarà bello. A un comico così si perdona anche il fisiologico calo del secondo tempo (del resto il primo era partito a razzo), e il finale coi lacrimoni e i buoni sentimenti e l'Africa e la medicine.
Checco non sarà Sordi, ma il minimo che si possa dire è che si sta impegnando. A questo punto della favola Luca Medici e Gennaro Nunziante potrebbero riempire un'ora e mezza di pellicola di gag da quattro soldi, e invece insistono a cercare cose nuove, a cambiare situazioni e ambientazioni. Potrebbero restare anche loro nel casolare in campagna, e invece vanno al circolo polare a scherzare sul riscaldamento globale. Un esempio qualsiasi: non si ride quasi più dei gay. È un dettaglio, ma pensate a quanto era centrale la figura dei gay in Cado dalle nubi. Qualcun altro al suo posto avrebbe replicato la ricetta (per dire, sui gay di Cado dalle nubi hanno girato uno spinoff l'anno scorso senza Checco ma con Belén). Invece Medici e Nunziante, con un solo personaggio a disposizione hanno già fatto quattro film senza ripetersi. Villaggio e Salce con Fantozzi non ci sono riusciti.
Farei prima a scrivere i cinema in cui non proiettano Quo vado. La sala Lux di Busca, ad esempio (fanno Timbuktu), onm il cinema San Giacomo di Roburent dove c'è Star Wars. Invece al Cityplex di Alba (17:30, 19:30, 20:00, 21:30, 22:00), al Cinelandia di Borgo San Dalmazzo (14:15, 15:20, 16:20, 17:30, 18:30, 20:20, 20:40, 21:00, 22:35, 22:45), al Multisala Impero di Bra (20:20, 22:30), alla Sala Borsi di Ceva (16:00, 18:00, 21:00), al Fiamma di Cuneo (15:30, 17:40, 20:30, 22:40), ai Portici di Fossano (18:30, 20:30, 22:30), al Bertola di Mondovì (18:00, 21:00), all'Italia di Saluzzo (20:00, 22:15), al Cinecittà di Savigliano (20:20, 22:30) c'è Quo Vado. Tanto ci siete già andati
domenica 3 gennaio 2016
Il meglio del mio meglio, più o meno
Devo dire che non me lo aspettavo, anche perché ho praticamente smesso di parlare di calcio e... boh, ma sul serio? Bisogna fare qualcosa. Non so cosa).
Nel frattempo ho deciso, molto vanitosamente, di pubblicare tutte le risposte che ho ricevuto sul "post del 2015 che ti ricordi meglio".. Avevo anche iniziato a linkarle, ma sono più di quattrocento e il sonno prevale. Butto tutto on line così alla carlona, credo che sarà lo spirito di questo 2016).
Un gioco
che facevamo i primi anni: mi dici qual è il post del 2015 che ti
ricordi meglio? Così, senza pensarci troppo: il primo che ti
viene in mente.
|
recensioni (tutte)
|
Claudio Augusto: so che sono stato quasi l'unico, ma ho amato quello
spunto e in generale ogni pezzo in cui appare Ognibene
|
renzi e salvini, febbraio
|
quelli
dopo gli attentati di Parigi
|
Gara
degli spunti, quello su David Bowie, che tristezza che non te
l’abbiano preso
|
...impossibile
senza andare a sbirciare
|
antisemita
|
parigi
piu vicina di africa
|
buona
scuola
|
Tutti i romanzi di agosto, pubblicane uno e compro il primo numero :)
|
post su gender e famiglia cristiana ( spero sia del 2015 ) [è del 2014]
|
Recensione del conto de li cunti (ma forse era il 2014)
|
recensione di Suburra (e tutte le altre)
|
Ho una
pessima memoria
|
ops!
encefalogramma piatto
|
non è di
quest'anno ma l'ho letto quest'anno: la madonna di Loreto e la sua
casetta volante
|
Nessuno,
sei pedante.
|
uno in
cui facevi i conti di quanto costano le scuole private allo stato
(o erano 2? o erano nel 2014? boh) [erano tre].
|
il
basilisco
|
nessuno
|
Senza
ombra di dubbio: Vincenzo, così poco originale
|
boh
|
I prof che sia ammalano e sono cazzotti loro. Mi sono venuti i birividi
|
booo
|
mah uno su giuliani
|
Marinetti duce, ma ciò non implica che sia stato il mio preferito.
|
eh, boh
|
gara
degli spunti: la roba con gesù che viaggia nel tempo. Almeno
credo
|
non
ricordo niente
|
quello
dove insulti gli Ebrei [???? Un aiutino? Un saluto a tutti gli amici ebrei che ci seguono da casa]
|
boooo
|
???
|
Nessuno.
|
boh
|
Forse
quelli sulla vocazione autoritaria dell'italicum
|
Islam non
è la risposta
|
Erri De
Luca
|
...
|
recensione
di interstellar
|
dopo
Parigi, a scuola
|
Gara di
spunti
|
Sono
troppi. No vabbe', questo qua allora :D
|
Uno
sull'unità
|
forse un
post su interstellar
|
non mi
ricordo, mi scusi?
|
mha...
bhe...
|
la gara
degli spunti
|
boh
|
qualcosa
sulla scuola
|
gara
spunti
|
Devo
mettere 2008 alla domanda prima perché non so rispondere a
questa, ma direi circa 2006
|
L'ultimo!
Ho la memoria corta
|
I
procioni!
|
Quelli
che non sono mai stati continuati, mannaggia a te
|
Direi la
recensione cinematografica di Gone Girl, sperando che fosse del
2015
|
Preside e
riforma scuola
|
Lo spunto
sui Catari
|
figlia
della generazione del telecomando, assimilo informazioni
bulimicamente, quindi non saprei dire perché leggo, ma poi
dimentico o incrocio i flussi, quindi andando a caso potrei
confondere un post tuo con un articolo di Vice. Sono pessima, lo
so.
|
Fiume
|
Assolto
per non aver commesso un fatto interessante
|
Gara
degli spunti
|
Vincitore
gara spunti astronave etc.
|
I
procioni
|
L’infinita
lista di argomenti per scrivere il tuo libro. Ma alla fine lo
scrivi?
|
Gara
degli spunti
|
boh
|
PROCIONI!
|
il
bambino ben vestito e nutrito
|
Oltre
alla gara, tutti quelli sugli esteri (ok, mi hai sgamato)
|
la gara
degli spunti (e spero ancora in gesù procione)
|
Quelli
sulla riforma della scuola in generale
|
Marinetti
Duce
|
il
quart'ultimo
|
"C'è
una sola cosa sicura nella vita, ed è brutta come Houellebecq"
|
Charlie è
un martire
|
quello
dopo gli attentati di parigi, sulla necessità di essere adulti
quando si parla di guerra
|
recensione
interstellar
|
Populismi
complementari
|
Populismi
complementari
|
discussione
su contributi a scuola privata
|
Gara
degli spunti
|
grillo
non fa ridere
|
Questo
|
il
pianeta dei procioni
|
Quello in
cui riveli che la buona scuola di Renzi è in realtà
un'invenzione dei procioni extraterrestri, e per questo hai deciso
di votare M5S.
|
Quello
|
Alcuni
degli spunti
|
ah ah
ah... credo vivimuoriripeti, sempre che sia del 2015 ;-)
|
Non mi
ricordo neanche come mi chiamo se non lo leggo sulla patente
|
Spunti
|
l'ultimo
film dimenticabile di Woody Allen, uno bello sul terrorismo ma era
partito da un santo, quello su san Paolo, quello su Bogdanovich
|
...
|
gara
degli spunti
|
Sant'Ambrogio
|
San Dasio
|
Prof, è
morta mia nonna di 104 anni e...
|
recensione
star wars perché è la più recente
|
rece Il
viaggio di Arlo
|
Il post a
puntate sulla fenomenologia del renzismo e la bozza del romanzo
sul tipo ibernato che vede le fasi di una civiltà su una
navicella.
|
Populismi
complementari
|
gesù
crononauta
|
il
commento a Houellebecq
|
Gli
spunti sui Catari! Se la Grande Gara non conta la recensione de Il
nome del figlio
|
Genova
|
Le rece
cinematografiche
|
mah
|
Quello su
Houllebecq
|
quello su
Civati
|
recensione
mia madre
|
uno degli
spunti
|
Quello in
cui fingevi di voler votare i cinque stelle
|
Gara
degli spunti
|
i
procioni
|
I
populismi complementari
|
Pasolini
doveva fare il prete.
|
Recensione
Inside Up
|
I
procioni!
|
Impero
recalcitranti
|
Inside
out
|
islamici
che bloccano le gite
|
La gara
degli spunti
|
Charlie è
un martire e io l'ho tradito
|
Uno sulle
province, ma non ricordo il titolo orda
|
Che sia
Fronte o che sia Islam, purché magnam
|
Tre
motivi per cui passo coi 5 stelle
|
renzi/italicum
|
Boh
|
Qualcuno
su Renzo e grillo e prospettive varie
|
charlie
hebdo
|
Il gender
non esiste
|
?
|
L'Islam è
un problema (non una soluzione)
|
Gara di
spunti
|
Quello su
star wars
|
Gara di
spunti
|
Lo spunto
dei procioni
|
renzi
|
gara
degli spunti: perpendicolare
|
Il post
che ha vinto la gara degli spunti
|
ciccio,
mica siamo sposati! non ricordo nemmeno la data di nascita di mia
moglie...
|
uno sulla
CIGL che mi ha fatto cambiare idea sul sindacato
|
Grillo
e.......
|
vari
Islam
|
gara
degli spunti:i catari
|
uno di
quelli sulla "buona" scuola?
|
Vuoi più
bene all'aritmetica o a Renzi
|
Quello in
cui spacchi il culo a quel saputello renziano di Francesco Costa.
L'argomento era la legge elettorale, mi pare.
|
il.primo
pezzo tuo che ho letto; la recensione del film "cosa voglio
di più?"
|
L?Isis è
tra noi e non vuole che andiamo in gita.
|
guerra
degli spunti
|
la
finalissima degli spunti
|
Se è una
guerra siate adulti, per favore.
|
Copernico
|
qualcosa
sulla buona scuola
|
Renzi
|
Ti
piaccio? Ma quanto ti piaccio?
|
No, la
tua scuola privata non mi fa risparmiare
|
......................
:)
|
La
recensione di star wars 7
|
sul
conflitto in palestina
|
Gara
degli spunti
|
i
procioni
|
gender a
scuola
|
L'Isis
non vuole che andiamo in gita
|
quello
del genitore che passa per pedofilo per controllare l'insegnamento
del gender a scuola
|
possiam
oconvivere con chi crede nel corano
|
La gara
degli spunti
|
E se fare
un partito al 5% fosse invece un'ottima idea?
|
La
bulimia non consente selezione (non credo sia un post)
|
Quello
sul film di Shyamalan
|
Pasoliniexploitation
|
Lucia nel
cielo coi regali
|
"Buon
compleanno!" "Eh, no! Ieri sai quanta gente ha compiuto
gli anni in Kenya, e tu non hai detto niente?"
|
questo
|
I pezzi
sulla Francia e Houllebecq
|
non
possiamo non dirci renziani (mi pare)
|
il gender
non esiste
|
gli
imperi recalcitranti
|
La gara
degli spunti
|
"L'isis
è tra noi" (in realtà i primi che mi vengono in mente sono
le recensioni di star wars e il viaggio di Arlo, ma anche Non
andremo in pensione.. e "perché i cristiani non
ammazzano..", ma che vuoi, sono tra i più recenti)
|
Tutti un
po' piu' fanatici domani
|
L'ultimo
che ho letto, che cazzo di domanda...
|
Come
fanno le scuole private a fare risparmiare 6 miliardi allo stato.
|
I
Procioni
|
Io
renziano mio malgrado
|
i post
sui santi
|
Tutti un
po' più fanatici, domani (gennaio 2015)
|
uno di
economia... dove purtroppo capisci poco e ti rifiuti di
documentarti
|
Soffro di
amnesia a breve termine.
|
quello
sugli studenti musulmani. scuola, insomma.
|
Siamo in
guerra, facciamo gli adulti (più o meno)
|
uno su
grillo e m5s
|
critico
musicale album beatles
|
abbaso
grillo:)
|
Quello di
Beckett non è del 2015, vero? Bhe, comunque, quello!
|
Quello su
Corano / Bibbia
|
quello
sul bimbo che non dorme
|
La gara
degli spunti
|
Se è una
guerra siate adulti
|
Quello
con le donnine nude.
|
post
elezioni regionali francesi
|
Non so
|
monnalisa
|
il
racconto sui procioni
|
fenomenologia
di renzi
|
La teoria
'gender 'a scuola
|
quello su
woody allen
|
Erode e
la strage degli innocenti
|
eclissi
|
la storia
del tipo che si sveglia ogni 100 anni
|
Scuola
privata
|
Charlie è
un martire e io l'ho tradito
|
scuola
privata
|
Il
viaggio di Arlo
|
First We
Take Torpignattara
|
Don bosco
|
Gara
degli spunti
|
Don bosco
|
scuola e
gender
|
No
|
Quello
sul decalogo del gender nelle scuole
|
la
recensione di un film che nin mi ricordo più
|
La tua
recensione di Star Wars
|
4 pezzi
in ordine cronologico inverso: Spero che Erri De Luca non sia un
buffone - Guerra di religione nell'intervallo - Charlie è un
martire, e io l'ho tradito - Soffia sulle candeline
|
Santa
Lucia
|
recension
di star wars (per forza)
|
Recensione
The Martian
|
Gender e
scuola
|
La
recensione a Still Alice, perché a me ha fatto cagare
|
giovedì 31 dicembre 2015
Quindicesimo giro di pista
Con questo blog è la stessa cosa. Una volta c'erano altri blog con cui fare la gara - era divertente, ma essendo un gioco non era previsto che durasse. Da diversi anni in qua la gara la faccio con me stesso. Fino all'anno scorso girava ancora qualche soldo: ormai restano le briciole delle inserzioni, e anche quelle dovrebbero ridursi nel medio periodo. Non ha nessun senso scrivere un blog, tranne dimostrare che so ancora macinare tot post al mese, produrre tot clic al giorno. È una gara con un me stesso più giovane che scriveva pure peggio, e quindi che diritto ha di sovrastarmi? È una voce nello spazio profondo della blogosfera che urla: sono ancora qui, non mi sono rincoglionito. Ho ancora un sacco di cose da dire. Un sacco.
È stato un anno diverso dal solito, questo almeno posso dirlo. Mi sembrava di aver scritto meno del solito, salta fuori che non ho mai scritto tanti pezzi (280 in 12 mesi è un record). È stato un anno di esperimenti: il più interessante è stato quello sulla forma breve - i 1500 caratteri.
(I cinque pezzi più cliccati nel 2015:)
- Non voglio pagare per la scuola privata di tuo figlio, grazie
- Tutti un po' più fanatici domani
- No, la tua scuola privata non mi fa risparmiare
- Date un quotidiano a Calabresi
- Il gender non esiste; la scuola privata non dovrebbe
È andata così. L'anno era cominciato in modo abbastanza inerziale, quando all'inizio di marzo ho colto l'occasione di riciclare un vecchio, brevissimo pezzo che era andato fortissimo ai tempi di Piste - forse la prima volta in cui avevo capito come funzionava la viralità su facebook. Mi aspettavo di fare quei tremila accessi, ne ho fatti dodicimila. La cosa mi ha fatto pensare. E se stessi sbagliando tutto? Se la gente volesse pezzi più brevi?
(Avete già compilato il questionario? Sì? Grazie!)
In realtà ho sempre creduto che la gente in generale preferisca i pezzi brevi: soltanto, non li preferisce scritti da me. Non è il mio genere. C'è gente molto brava a stipare il mondo in una colonnina, duemila battute: io no. Però potevo provarci, giusto per togliermi il dubbio. 1500 battute al giorno. Provateci anche voi. Dopo un po' ritrovate la stima per Michele Serra, rivalutate Gramellini. È molto difficile non scrivere cazzate in 1500 caratteri. Ce l'ho fatta? Non saprei.
L'exploit del pezzo di Piste non si è più ripetuto. Ha evidentemente qualcosa di unico che non so riprodurre in laboratorio. Nel frattempo ho dimostrato a me stesso che riesco a scrivere pezzi brevi, e che se ne pubblico un paio al giorno attiro mediamente più accessi di un solo pezzo lungo. Sulla distanza però non c'è un vero allargamento nel bacino dei lettori. Stavo solo spremendo il pubblico più affezionato, costringendolo a passare due volte al giorno invece che una sola. E in generale, i pezzi lunghi continuano a essere più divertenti per me e per l'utente medio.
L'altro esperimento importante è stato la grande gara degli spunti. Mi sono divertito anche troppo - alla fine ero esausto e non ho più scritto niente per mesi. Ora come ora non so davvero cosa fare, il blog è in coma vigile. Ogni tanto mi sfiora una discussione che m'interessa - Muccino che se la prende con Pasolini, Houellebecq con Hollande e mi vien voglia di scrivere quelle diecimila battute. Nel frattempo è successa una cosa curiosa e imbarazzante: questo blog è diventato un sito di cinema. Grazie soprattutto alla collaborazione con +eventi, il tag "cinema" è arrivato a quota 260, surclassando "Berlusconi" (179) e "scuola" (178!). "Matteo Renzi" è ancora molto indietro (109), ma si è lasciato alle spalle "Beppe Grillo (85). Colgo l'occasione per ricordare che non capisco nulla di cinema (è un'opinione diffusa anche tra i lettori).
Cosa accadrà nel 2016? Non ne ho la minima idea. Mi piacerebbe scrivere un po' meno ma essere letto di più. Mi piacerebbe aumentare gli accessi, i like, tutte queste cose, lo so che sembra assurdo e puerile. Ma anche a voi piacerebbe che la vostra squadra vincesse qualcosa l'anno prossimo. E se se vi capita di correre, e di cronometrarvi, quando vi accorgete di perdere dei minuti rispetto all'anno precedente ci restate male. Ecco. Mi piacerebbe scrivere sempre meglio e non ammalarmi mai, non invecchiare eccetera. E se mi impegno magari andrà davvero così, no? Buon anno anche a voi.
mercoledì 30 dicembre 2015
Sei film del 2015 che valeva la pena di vedere ma è troppo tardi (II)
Il problema di molti noir di derivazione letteraria è che vorrebbero avere il respiro di un romanzo senza sbordare oltre le due ore. The Drop risolve il problema abbassando le aspettative: è una short story in tutti i sensi, la storia circoscritta di un barista che trova un cane in un cassonetto e ha un problema con la mala. Probabilmente non funzionerebbe così bene se la short story in questione non l'avesse firmata Dennis Lehane. James Gandolfini ci saluta dando corpo a un memorabile gangster irlandese di mezza tacca. Tom Hardy si ritrova fuori ruolo (dovrebbe essere il cugino di Gandolfini, con un passato oscuro alle spalle), in una di quelle situazioni in cui puoi salvare la situazione soltanto con una prestazione memorabile. Se è tardi e non avete sonno e in tv non c'è niente che vi piaccia.
Vizio di forma (Inherent Vice, Paul Thomas Anderson)
Sto ancora aspettando che lo proiettino a Cuneo o provincia. Oltre a essere uno dei film più folli dell'anno, oltre a farci riscoprire quel lato giocoso di P. T. Anderson, che da tempo sembrava sotterrato sotto detriti tragici e pensosi, Inherent Vice è anche un altro esempio riuscito di letteratura al cinema - chi l'avrebbe detto che Pynchon avrebbe funzionato meglio di un Ellroy? Anderson getta alle ortiche ogni prudenza e decide di affrontare nel modo più letterale possibile le circonvoluzioni paranoidi del suo autore feticcio. Ai titoli di coda ti può capitare di provare le stesse sensazioni di quando finalmente chiudi uno di quei suoi libri sul tutto e sul niente: il sentimento di non averci capito un cazzo, ma in quattro dimensioni. Non so se mi spiego. Se non conoscete Pynchon questo film può perfino essere un buon punto di partenza, almeno per capire se vi piace il genere. E i Freak brothers vi dicono niente? Robert Crumb? Un grande Lebowski in acido, giusto per capirsi? Non è un film per tutti, ma lo dico con tristezza.
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Anche questo non è un film per tutti, anzi mi domando per chi sia. Per caso vi riconoscete nel sottoinsieme di appassionati di fantascienza classica anni Quaranta che per qualche strano motivo non hanno letto All You Zombies di Heinlein o se lo sono dimenticato? Allora Predestination è il film che fa al caso vostro - ma a questo punto probabilmente ve lo siete anche visto. Gli Spierig hanno anche tentato di attualizzare la storia (già perfetta in sé), con qualche vago riferimento al terrorismo ed elevando il già complesso intreccio al quadrato: non è che scorra tutto liscio, ma per me nelle afose notti di luglio non c'è niente come una sala deserta e refrigerata e una storia bizzarra e fuori dal tempo come questa.
Sei film del 2015 che valeva la pena di vedere ma è troppo tardi (I)
Ringrazio tutti quelli che hanno risposto al sondaggio (siete tantissimi!), compreso chi mi ha scritto: "Ho un figlio di quattro anni e mezzo e non ho tempo di andare al cinema. Tu come fai?"
Che è una domanda veramente buona.
Io con un figlio di quattro anni e mezzo se non avessi avuto un paio d'ore alla settimana per il cinema sarei impazzito. Ecco dunque la lista dei film del 2015 che vi siete quasi sicuramente persi e ai quali invece vale la pena dare una chance - secondo me. Niente capolavori, ma quando non sapete cosa guardare, qui c'è del buono. In ordine più o meno sparso:
Run all night (Jaume Collet-Serra, 2015)
Negli ultimi anni Liam Neeson, già Oskar Schindler e Michael Collins, si è specializzato nel ruolo di 'superpadre che spacca il culo a chi rapisce i suoi figli', scoprendo una nicchia di mercato di tutto rispetto, facendo $ a palate nonché salvandosi dall'alcolismo e dalla depressione - Che vuoi di più? Run All Night è il quinto film del genere, quello che ha incassato meno ma forse anche il più classico - in sostanza è Un dollaro d'onore ambientato a New York tra la mala irlandese. Non sono un patito di questo genere di porno-per-padri, ma guardando Run All Night mi sono divertito parecchio, e se lo trovo una sera sul digitale probabilmente me lo rivedo da capo. In un anno senza western di rilievo, Run All Night fa la sua porca figura.
La regola del gioco (Kill the Messenger, Michael Cuesta, 2014).
Questo è un film che fa incazzare. Non soltanto perché racconta di come Reagan permise ai narcotrafficanti di finanziare i contras in Nicaragua spacciando crack nei ghetti delle metropoli americane; non solo per il modo in cui la più blasonata stampa USA isolò e affondò l'unico reporter che aveva avuto il coraggio di raccontare la storia; ma anche perché avrebbe dovuto essere un gran film e purtroppo non lo è. Onore a Jeremy Renner che ci ha messo i soldi e la faccia, perché era una storia che valeva davvero la pena di raccontare. Ma andava raccontata meglio.
Giovani si diventa (While We're Young, Noah Baumbach, 2014)
C'è una minuscola percentuale di spettatori di Star Wars VII, che nel momento in cui Kylo Ren si toglie il casco, ha avuto un'illuminazione: il servo del Lato Oscuro della Forza è l'Hipster! Adam Drive in effetti nel 2015 aveva già prestato il volto a un'intelligenza oscura molto più inquietante di quella del nipotino di Darth Vader. While We're Young è il ritratto del Giovane Stronzo, un alieno che arriva dal nulla e si nutre dei ricordi della generazione precedente. È un film passato quasi inosservato, non solo da noi dove è arrivato nella stagione più morta. Avremmo dovuto guardarlo tutti, anche solo per il gusto di criticarlo. Parla di noi 40enni e del modo in cui stiamo invecchiando; dei berretti buffi che ci mettiamo in testa, della paura che ci fa l'artrite e della rabbia che ci fanno i giovani che si impossessano di tutto ciò che c'è di più sacro (ad es. Star Wars), e non c'è nulla che possiamo fare per evitarlo. (Continua...)
Che è una domanda veramente buona.
Io con un figlio di quattro anni e mezzo se non avessi avuto un paio d'ore alla settimana per il cinema sarei impazzito. Ecco dunque la lista dei film del 2015 che vi siete quasi sicuramente persi e ai quali invece vale la pena dare una chance - secondo me. Niente capolavori, ma quando non sapete cosa guardare, qui c'è del buono. In ordine più o meno sparso:
Negli ultimi anni Liam Neeson, già Oskar Schindler e Michael Collins, si è specializzato nel ruolo di 'superpadre che spacca il culo a chi rapisce i suoi figli', scoprendo una nicchia di mercato di tutto rispetto, facendo $ a palate nonché salvandosi dall'alcolismo e dalla depressione - Che vuoi di più? Run All Night è il quinto film del genere, quello che ha incassato meno ma forse anche il più classico - in sostanza è Un dollaro d'onore ambientato a New York tra la mala irlandese. Non sono un patito di questo genere di porno-per-padri, ma guardando Run All Night mi sono divertito parecchio, e se lo trovo una sera sul digitale probabilmente me lo rivedo da capo. In un anno senza western di rilievo, Run All Night fa la sua porca figura.
La regola del gioco (Kill the Messenger, Michael Cuesta, 2014).
Questo è un film che fa incazzare. Non soltanto perché racconta di come Reagan permise ai narcotrafficanti di finanziare i contras in Nicaragua spacciando crack nei ghetti delle metropoli americane; non solo per il modo in cui la più blasonata stampa USA isolò e affondò l'unico reporter che aveva avuto il coraggio di raccontare la storia; ma anche perché avrebbe dovuto essere un gran film e purtroppo non lo è. Onore a Jeremy Renner che ci ha messo i soldi e la faccia, perché era una storia che valeva davvero la pena di raccontare. Ma andava raccontata meglio.
C'è una minuscola percentuale di spettatori di Star Wars VII, che nel momento in cui Kylo Ren si toglie il casco, ha avuto un'illuminazione: il servo del Lato Oscuro della Forza è l'Hipster! Adam Drive in effetti nel 2015 aveva già prestato il volto a un'intelligenza oscura molto più inquietante di quella del nipotino di Darth Vader. While We're Young è il ritratto del Giovane Stronzo, un alieno che arriva dal nulla e si nutre dei ricordi della generazione precedente. È un film passato quasi inosservato, non solo da noi dove è arrivato nella stagione più morta. Avremmo dovuto guardarlo tutti, anche solo per il gusto di criticarlo. Parla di noi 40enni e del modo in cui stiamo invecchiando; dei berretti buffi che ci mettiamo in testa, della paura che ci fa l'artrite e della rabbia che ci fanno i giovani che si impossessano di tutto ciò che c'è di più sacro (ad es. Star Wars), e non c'è nulla che possiamo fare per evitarlo. (Continua...)
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