lunedì 14 settembre 2009

Considerazioni di un impolitico

La scuola, senza politica
Io, premetto, sono il primo a ritenere che il sistema migliore per ottenere studenti antifascisti sia dar loro un prof fascista, e viceversa (soprattutto viceversa).
Io, quando mi chiedono “prof che partito vota” (con la stessa pigra curiosità di “che squadra tiene”), rispondo che non posso rispondere perché sono un pubblico ufficiale. Ragion per cui mi sfonda una porta aperta, onorevole ministro Gelmini, quando mi dice di non far politica a scuola. Io veramente non la vorrei fare. Se poi lei mi volesse anche un po' aiutare.

Mi spieghi infatti come farò, nei prossimi giorni, a dare risposte che non siano “politiche”. Non tanto agli studenti, quanto ai genitori. Per esempio, quando mi chiederanno: ma la nuova ora di “potenziamento dell'italiano”, che roba è? Fa media o no? Io cosa risponderò?

Dovrei rispondere che non lo so, proprio non lo so, perché il preside non me l'ha voluto dire, perché in provveditorato nessuno si è voluto sbilanciare, perché dal Ministero non ci è arrivato nien... ops, ho detto “Ministero”, sto facendo politica. Quindi, insomma, cosa devo dire? Che è un segreto? Una sorpresa? Lo scoprirete a giugno, eh eh... non scherzo mica, sapete. Certe cose l'anno scorso le abbiamo scoperte a giugno noi. Figuriamoci gli studenti.

Figuriamoci i genitori. L'anno scorso ci tenevano a sapere se per salvarsi dalla bocciatura il loro fringuello doveva avere tutti i sei o limitarsi a puntare alla media del sei (capite che fa una bella differenza, con la condotta e l'educazione fisica). Beh: non lo sapevamo. Giuro, non si è capito fino a cinque giorni dagli scrutini. Mancava chiarezza da parte del Minis... ops. No, vabbè. Abbiamo cincischiato coi genitori e gli studenti fino alla fine. Se come professionisti avevamo ancora una dignità, l'abbiamo probabilmente persa in quella occasione.

Sa poi qual è il problema? Che i giornali scrivono cose, che i giornalisti sono convinti di sapere cose. Cose che nessuno ha mai messo nero su bianco a noi, eppure loro le sanno già. Per esempio l'altro giorno il Corriere scriveva che dal prossimo anno non sarebbe più bastata la media del sei per essere promossi. Dieci righe sotto dicevano che educazione fisica e condotta avrebbero fatto media. A quel punto io che sono del settore mi domando: quale media? Se la media non c'è più, cosa mi stai dicendo esattamente, giornalista? La stessa cosa che si sapeva all'inizio dell'anno scorso, e che poi è stata smentita da una circolare all'ultimo momento? A proposito, quali circolari mi stai citando? Perché io fino a dicembre mi rifiuto di leggerne, anzi aspetto che ne arrivi una a marzo che contraddica quella di febbraio, mi risparmio un bel po' di fatica e di fegato. Ma la cosa tremenda è che invece il genitore ci crede, a quello che scrivi, e poi viene da me a farmi delle domande strutturate così: ma è vero che non c'è più la media del sei però condotta fa media? E io che gli rispondo?

C'è chi mi dice: racconta la verità. La verità non è di sinistra né di destra. Come no, certo. Quindi, cari padri e madri, è inutile che mi chiediate che novità rappresenta il “potenziamento dell'italiano” da un punto di vista didattico, perché dietro non c'è nessuna innovativa idea didattica, ma una semplice trovata per tagliare una cattedra di italiano su quattro alle scuole medie. Insomma mi hanno tolto un'ora di italiano e l'hanno dato a un altro prof di italiano che ha perso la cattedra, capito? Senza dargli nessuna programmazione, non è nemmeno chiaro se debba fare per forza italiano o altre cose (Storia, geografica, civica). Non si sa nemmeno se valuterà o no i vs figli perché non si sono ancora posti il problema al Minis... ops.

E se credete che i problemi finiscano qui, sentite un po' questa: la scuola inizia oggi, no? Tra quindici giorni gli orari saranno più o meno definitivi in tutta la penisola, e a tanti genitori che hanno scelto l'alternativa alla religione sarà chiaro il fatto che loro figlio rimane in classe durante l'ora di religione. E quindi cosa faranno? Beh, voi cosa pensate che faranno, questi simpatici genitori atei, agnostici, islamici, ebraici, buddisti? Verranno a lamentarsi da noi, che i loro figli hanno il diritto costituzionale a non fare religione, che qui stanno saltando i diaframmi tra Stato e Chiesa, ecc ecc. E noi cosa risponderemo?

Mica possiamo dire la verità: che non possiamo fare uscire gli studenti non cattolici perché non abbiamo più insegnanti per l'ora alternativa. E come mai non abbiamo insegnanti? Ahem, quelli che usavamo adesso fanno l'ora di Potenziamento. E non ce ne sono altri? No, finiti. Ovvero, ci sono quelli che stanno sul tetto a protestare; speriamo che li assuma per conto nostro il presidente di Regione, come ha fatto Formigoni in Lombardia. Anche se probabilmente li avrà assunti a spese vostre, e probabilmente prima di assumerli avrà dato un'occhiatina se erano cattolici o no... ops! No, insomma, questo non è un insegnante che parla, è un emissario del politburo.

Non che invidi il mio collega di religione. Lui non sa ancora dire se darà un voto in decimi o no, e probabilmente non lo saprà per mesi (dipende anche un po' da che piega prende il caso Silvio-escort). Però se gli arriva tra capo e collo un genitore ateo, agnostico, islamico, ebraico, ecc., lui cosa potrà dirgli? Cosa potrà dirgli che non sia politico? Qualcosa del tipo: non si preoccupi, io mica faccio propaganda religiosa, anzi lo vede? Nel mio libro di testo si parla di tutte le religioni... ah sì? Ah sì?

Bene, collega di religione, prega che nei pressi non ci sia una spia della Conferenza Episcopale Italiana, perché sennò ti ritirano la licenza. Infatti adesso sembra che nell'ora di religione cattolica si possa insegnare solo religione cattolica – non fa una piega, ma ci sarebbe da buttar via tutti i libri di testo degli ultimi venti anni. Da quest'anno fine dell'educazione interculturale, si fa catechismo. Perché? Non lo so. Cioè, lo so, ma non te lo posso dire perché... ehm, è politica. Ops!

Poi c'è la questione del tetto stranieri. Questa è la più bella di tutte: insomma, siete passati in dieci mesi dalla classe ponte con 30 stranieri alla classe tetto con un massimo del 30% di stranieri. Che per carità, io potrei anche dirmi d'accordo. Ma parlarne in un'intervista a settembre che senso ha, esattamente? Le classi le abbiamo chiuse in agosto, quindi è un po' come scrivere a Babbo Natale in gennaio. Ministro, ma si vuol mettere nei panni del genitore che (1) va a leggere la lista dei compagni del figlio, (2) trova venti nomi che non riesce a pronunciare, (3) chiede al Preside ehi cosa sta succedendo, un'invasione? (4) il Preside gli alza le spalle in faccia (5) lui torna a casa un po' sconsolato, apre il Corriere (6) Sul Corriere c'è la simpatica Ministro che dice che introdurrà un tetto del 30% agli stranieri, ma non subito, eh no, dal prossimo anno, perché non c'erano “i tempi tecnici”? Cioè, il tempo tecnico per liquidare sedicimila insegnanti c'era, ma il tempo tecnico per spedire una circolare ai presidi di tre righe “siete pregati di non comporre classi con più del 30% di studenti stranieri” no? Però c'era il tempo tecnico per parlarne in un'intervista al Corriere. Che poi lo sappiamo abbastanza bene che non se ne farà nulla, no? Esattamente come quando si parlava di classi ponte. Ci sono difficoltà tecniche, e poi chi ve lo fa fare di portare una quota di studenti dalla pelle scura nelle classi 'in' dei vostri elettori? Ops, mi sa che l'ho rifatto ancora.

Ma sarà poi davvero politica questa? Pretendere che un Ministro, prima di annunciare questo e quello ai giornalisti, invii ai suoi dipendenti delle comunicazioni chiare, esaurienti e non contraddittorie, senza offendere la categoria... è una richiesta politica? La chiarezza è di destra o sinistra? La competenza, la puntualità, la serietà, sono cose da cospiratori?

Io lo so che c'è un vecchio programma di smantellamento della scuola pubblica. Ma a questo punto non credo sia neanche più il problema. In altri Paesi è successo che smantellassero la scuola pubblica; ma almeno l'hanno fatto con una certa professionalità. Qui no, qui è tutta una confusione, prima basta un'espulsione per bocciarti e poi ce ne vogliono 15 e poi di nuovo una sola; intanto sembra che basti togliere “buono” e scrivere “sette” per rivoltare la scuola come un calzino, si monta tutta una fanfara su un nuovo insegnamento che si chiama “Cittadinanza e Costituzione” (educazione civica non suonava più bene) che se poi vai a vedere nel quadro orario non c'è. Cioè, c'è... ma non c'è. Fa media? Chi lo sa. E se un genitore che non si perde un'intervista del Ministro viene a chiedermelo io cosa gli rispondo? Boh?

Posso rispondere Boh?
È una risposta abbastanza impolitica?

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).