venerdì 4 giugno 2010

Il PornoSilvio

(Mentre a voi ormai non frega più niente, la redazione di Leonardo continua a snocciolare le Dieci Intercettazioni Che Ci Hanno Fatto Sognare). (Mamma, questo pezzo contiene termini espliciti).

2. Devi toccarti con una certa frequenza
Berlusconi, lo sapete, può negare qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Non ha mai difeso l'evasione fiscale; non ha mai detto che siamo in crisi; non ha nemmeno mai detto che siamo fuori dalla crisi. Potrebbe giurare sui suoi figli di non averli mai avuti – è una delle tante cose che ormai non ci sorprendono più. Ben più interessante diventa notare i fatti che non ha mai negato.

Per esempio: non ha mai veramente negato di avere passato una notte con Patrizia D'Addario, sul lettone di Putin. E dire che gli sarebbe costato poco. Il registratorino della D'Addario era obsoleto, i nastri di qualità scadente. Quello che abbiamo inteso nel fruscio potrebbe essere Berlusconi, ma anche un imitatore. Ce ne sono. Berlusconi avrebbe potuto gridare al complotto: era la sua parola contro quella di una donna dalla vita complicata. I lettori dell'Espresso non gli avrebbero creduto, ma quelli del Giornale sì. Ma Berlusconi non ha mai negato. Sì, quella notte lui era atteso alla fondazione italo-americana taldeitali per la veglia delle elezioni presidenziali, e invece è rimasto a Palazzo Grazioli a darci dentro.

È il luglio 2009: l'estate è al suo culmine. Il sexgate berlusconiano va avanti da mesi – mesi di preliminari sfibranti, scanditi dalle dieci martellanti domande che tutti i giorni Repubblica ripubblica. Dai primi approcci primaverili, quando il sorriso di una neo-diciottenne napoletana aveva fatto divampare la passione morbosa dei lettori, l'attenzione si è spostata e diluita in diverse zone erogenee: i festini sardi con Topolanek, la polemica sugli aeroplani di Stato, il divorzio... ma il bello deve ancora venire, e i lettori lo sanno. Da qualche parte c'è un'intercettazione porno con Silvio protagonista: è scritto tra le righe, prima o poi uscirà. Deve uscire. Uscirà. Eccola che esce... oooooooooh, è uscita. C'è Silvio a letto con un'escort. C'è Silvio che le mostra i suoi meteoriti e le sue tartarughine, disegnate da lui, Silvio che si vanta d'essere “in-su-pe-ra-bi-le” perché è così vecchio che gli capita di partecipare per la seconda volta allo stesso summit. C'è Silvio che scopre trenta tombe fenicie e le copre con un laghetto di cigni. E soprattutto c'è Silvio che dispensa consigli per raggiungere l'orgasmo: “Mi posso permettere?” (la versione famigliare del famoso “mi consenta”) “Tu devi fare sesso da sola... Devi toccarti con una certa frequenza”.

E anche per noi lettori questo è il climax. Vediamo le stelle, e un attimo dopo ci ritroviamo giù. Non ce ne frega più niente. Agosto proseguirà stupidissimo, con le solite polemiche leghiste, i dialetti, la bandiera, tristezze postcoitali. Con la D'Addario finisce il sexgate: abbiamo goduto? Mmmmsì, ma ripensandoci, a mente fredda, ci hanno proprio fottuto. Eravamo entrati eccitati, il poster ci prometteva una scena a tre con due ministre, e invece ci hanno propinato un tristissimo pornazzo anni Ottanta con una finta bionda stagionata. Che fine ha fatto la vera porno-intercettazione, quella di cui si parlava già da un anno, quella che davvero si meritava il secondo posto? Quel colloquio tra giovani ministre che si scambiano dettagli intimi sul premier? Che fine ha fatto la scena sadomaso con “rapporti anali non graditi”e “consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio”? Sto citando Paolo Guzzanti, uno dei fortunati che hanno avuto accesso al privé.

“I dettagli sono centinaia e non sono io che li nascondo, perché io sono soltanto uno cui alcuni lettori dei verbali (persone serissime, uomini e donne, tutti della stessa area di centro destra) hanno raccontato ciò che hanno letto”.

Beati loro. A noi, invece i fruscii e clicchettii della D'Addario, la noiosissima conferenza sul patrimonio artistico “3500 chiese, 2500 siti archeologici, pari al 52% di tutte le opere d'arte catalogate al mondo”... avete un bel da dire che con la nuova legge non ci faranno più ascoltare quello che volevamo. Non abbiamo mai potuto ascoltare davvero quello che volevamo. Abbiamo sempre e solo ascoltato quello che volevano che ascoltassimo. “Ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino”? No. “Sai da quanto tempo non faccio sesso da come ho fatto con te stanotte?” Sì.

Delle pornoministre si chiacchiera da anni. Quand'è che le “persone serissime”, “della stessa artea di centro destra” tireranno fuori il frutto proibito? Ogni estate sembra la buona, ogni scazzo tra notabili al governo sembra promettente, e invece, macché. E dire che basterebbe mettere qualcosa di anonimo su internet, poi chi vuole capirà. Più o meno è quello che pensava D'Agostino nel 2008, quando in un blog trovò un dialoghetto stentato tra Berlusconi e Confalonieri, così grezzo e fastidioso che lo considerò verosimile. Il grande segugio del gossip si fece infinocchiare da un Berlusconi che diceva: “preferivo farmi di nuovo il Lodo Mondadori che non riuscire a farmelo succhiare dalla Mara”. Quando gli fu chiara la figuraccia, minacciò di denunciare il blogger. Il segugio del gossip.

Il fiorire di apocrifi dimostra quanto ormai le intercettazioni siano un genere letterario. Non verità: ri-creazione. Con il nastro D'Addario, l'“utilizzatore finale” Berlusconi modifica il nostro immaginario, sostituendo al personaggio di vecchio bavoso, praticamente impotente, frustrato frequentatore di minorenne, una sex machine, uno che “all'inizio” fa un “dolore pazzesco” (D'A.), e poi va avanti tutta la notte, un duro che dura (e intanto alle lolite si sostituiscono le rassicuranti professioniste consumate).

Queste variazioni nello spettro dell'astro-Berlusconi si osservano meglio studiando i suoi satelliti. L'eccentrico Feltri, in giugno, aveva tentato la difesa più scomoda: Berlusconi non può essere un cacciatore di minorenni, per sopraggiunta senilità. Per risultare ancor più convincente Feltri si era messo in gioco in prima persona, ammettendo di “frequentare da alcuni anni gli urologi”: confessione sbalorditiva per un maschio italiano di destra.

È tutto vano: non è così che si liscia il pelo al capo. Feltri lo capisce alla svelta e tre giorni dopo liquida la linea “buonanotte al sesso” titolando “Siamo tutti Berlusconi”, dove “Berlusconi” è da leggersi definitivamente come “irriducibili puttanieri”. Ma non si fermerà qui. In estate allegherà a “Libero” un libretto dedicato allo scandalo intercettazioni, scritto a quattro mani con un'altra berlusconiana eccentrica, Daniela Santanché. Anche in questo caso la didascalia è più eloquente di qualsiasi discorso: il Berlusconi di Libero è un enorme, irresistibile oggetto sessuale, che sfoggia il suo cellulare come un telecomando. E con quel telecomando fa quello che ha fatto per trent'anni: ci cambia i programmi. Noi volevamo le pornoministre, ecco il Silvio pornostar. Sul finire dell'estate Feltri e la Santanchè terminano la loro orbita eccentrica e tornano alla casa del Capo. Feltri festeggerà il ritorno sul Giornale accusando il direttore di Avvenire di essere un “omosessuale attenzionato”. È chiaro il messaggio? Chi non è con Silvio non è un uomo. Il caso Marrazzo chiarirà ulteriormente.


Le altre puntate:

5 commenti:

  1. L'impressione che ebbi l'estate scorsa fu che l'irriducibile puttaniere non aveva fatto una gran figura. Qui si trovano le mie considerazioni a caldo di allora.

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  2. Ok, su Berlu vai sempre alla grandissima.

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  3. Non è vero che non me ne frega niente ! Sono in ansia per la N° 1, ti prego, liberami. Pubblica. Ciao

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  4. ALla faccia di chi che diceva, qualche post fa, che la qualità dei tuoi scritti sta scadendo: questo è veramente meraviglioso.

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