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mercoledì 30 novembre 2005

Mister T e Madame A

D'accordo, Signore, confesso. Ho avuto paura e ho disertato. Ma non è questa la mia colpa più grave, lo sa? Vuole sapere qual è, la mia colpa più grave? Aver perso la fiducia in me stesso. Non aver più creduto in me. Proprio quando ero così vicino alla meta…

(Del resto, non era facile mantenersi lucido laggiù, in un Paese sprofondato, fuori dalla grazia di Dio e dalle rotte commerciali del caffè).

Mi era bastato vedere Leonardo-Immacolato la prima volta, per convincermi di aver fatto un buco nell'acqua. Mi aspettavo un leader ancora lucido e battagliero. Mi sono trovato davanti un cinquantenne grigio, ingrassato, pavido. S'immagini che non osava rispondere alle mie domande sulla più recente storia del Teopop. Se le fece mettere per iscritto, e poi si diede malato. Col senno del poi, avrei potuto trovare sospetta tutta questa reticenza. Ma lì per lì non ci feci caso. Ogni tanto davo un'occhiata clandestina al suo blog personale: una palla. Pareva proprio che la politica non lo interessasse più: la guerra e gli attentati per lui erano solo seccature, lui preferiva parlare dei suoi lavori, della famiglia, delle corna che gli metteva la bismoglie…

Dopo un paio di mesi ero ancora all'Ospedale Maggiore – e avevo finito i soldi. A quel ho avuto paura che voi assumeste Damaso per riportarmi in America. Come ha ben detto lei, Signore, io sono una carta verde di terza categoria, e non avrei mai potuto rifondarvi i debiti con gli interessi. Così ho usato gli ultimi spicci per corrompere gli infermieri e me ne sono andato. Dalla porta, sì, dalla porta. La voce secondo cui li avrei aggrediti per poi spiccare il volo è una leggenda urbana che si è diffusa con facilità – nel suo blog Immacolato sostiene che avrei fatto saltare due denti a un infermiere. Ma quel tipo i due denti li aveva persi da un pezzo, lei non si immagina che dentature marce si vedono in giro nel Teopop.


All'inizio mi sono rifugiato sul litorale di Bologna, in una zona che mi è particolarmente cara perché vi sorge un cimitero di guerra americano. Per un poco ho campato di espedienti, pattugliando le centraline energetiche: ma i terroristi non si sono fatti vedere. Allora ho provato ad attirarli io, compiendo alcuni gesti vandalici che avrebbero potuto destare la curiosità del fantomatico Arci: un piano disperato, ora me ne rendo conto. Eppure in un certo senso funzionò. Arci non si fece vivo, ma Immacolato sì. Trovò il mio nascondiglio e mi spiegò che fino a quel momento non aveva potuto sbottonarsi per paura dei microfoni. Ma se mi aspettavo che mi rivelasse chissà quale congiura, rimasi ancora una volta deluso.

Comunque Immacolato decise di aiutarmi (probabilmente pensava di rivendermi a Damaso, come ha detto lei, Signore). Mi portò all'università, cercò di spiegarmi come usare la consolle di una playstation per navigare sul Supernet. Ha mai visto una consolle, Signore? È un trabiccolo infernale. Tasti e cloches dappertutto. In confronto l'interfaccia utente di un sottomarino atomico è uno scherzo.

Fu proprio armeggiando malamente con la consolle che m'imbattei in una studentessa del corso di Immacolato, una biondina che mi sembrava troppo sofisticata per rimanere a studiare in quel regime da cerebrolesi. Sosteneva di chiamarsi Aureliana. Iniziò a puntarmi. Ora, l'aver perso vent'anni d'età non fa comunque di me l'oggetto del desiderio di ventenni sofisticate. E infatti sul più bello saltò fuori che per mantenersi all'università lei faceva l'agente segreto part-time, proprio come me, ma per i Bizantini. E che anche lei, come me, era a Bologna per lo stesso motivo: trovare il Vecchio della Montagna.

La differenza principale stava in questo: che mentre io mi ero incaponito in una sterile pista Leonardo-Arci, lei si era persuasa che il Vecchio fosse un altro vecchio esponente del Teopop, il misterioso Defarge. La cosa strana è che anche la pista di Defarge portava a Leonardo-Immacolato. In effetti, tutte le strade sembravano portare a questo individuetto insignificante. Aureliana aveva fatto una ricerca in archivio, e si era resa conto che del primo gruppo dei "Duemilacinquisti" (i fondatori del Teopop), solo Leonardo-Immacolato era ancora in circolazione: gli altri erano tutti finiti male o scomparsi, come Arci e come Defarge.

Non mi guardi così, Signore. È vero, a quel punto accettai di collaborare con un'agente bizantina. Non avevo più nulla da perdere; le informazioni che mi dava lei sembravano più importanti di quelle che ebbe in cambio da me; e poi, era tanto carina… Lavorando in coppia speravamo di carpire a Immacolato qualche informazione in più. Lei già da più di un mese tentava di sedurlo, con scarsi risultati: pur trovandola anch'egli carina, Immacolato continuava a dibattersi in puerili sensi di colpa postcristiani. A un certo punto corrompemmo i suoi studenti (non fu difficile) organizzando un vero e proprio teatrino: al termine di una lezione Immacolato si trovò circondato da un nugolo di giovani decisi a processarlo per non so più quale reato ideologico – finché non intervenni io a salvarlo. Era una tattica psicologica mirata ad accrescere in lui la fiducia nei miei confronti… eppure alla fine fu con Aureliana che si sbottonò maggiormente, un giorno, davanti a una macchinetta del caffè del surrogato alla cicoria. In quell'occasione ammise di essere stato il collaboratore di Arci, "allo stesso modo in cui il cane di Pavlov poteva essere considerato il collaboratore di Pavlov". Una specie di cavia per i suoi esperimenti. Arci era una specie d'inventore pazzo, con un pallino per la realtà virtuale: più volte aveva fatto indossare al suo assistente interfacce cerebrali (i vecchi "caschi"). Quando Aureliana mi diede queste informazioni, qualcosa nella mia testa iniziò a prendere consistenza. Interfacce cerebrali. Realtà virtuale. Nel 1200 il Vecchio della Montagna si serviva dell'hascisc e di un castello isolato per irretire i suoi discepoli. A suo modo, anche il paradiso artificiale del Vecchio era una realtà virtuale. Ma nel 2025, in un arcipelago impantanato in mezzo al mediterraneo, che strumenti avrebbe usato il Vecchio per dare l'illusione dell'eternità?

Un'interfaccia cerebrale. Un casco.

L'uovo di Colombo. Naturalmente mi guardai bene dal dirlo ad Aureliana.


DE: NOME EN CODE 'AURELIANA'
AGENT SECRET À LA PIGE POUR LE SECTEUR DE LA MEDITERRANéE CENTRALE

Á: BUREAU CENTRAL DES AFFAIRES CONFIDENTIELLES ET RESERVéES, ISTANBUL

Ciaoooooooo!!!! Mi mankate tutti 1 casino!
(Fare la Lolita monakella perbene per un po' è sympa! ma alla lunga superpallosissimo…………)
Raccolti altri indizi ke konfermano la mia ipotesi iniziale: il Vekkio usa un Kasko-interfaccia-cerebrale per attirare i poveretti nel suo paradis artificiel. Ke merdiqo! (Ma un po' l'ammiro….……)
Devo fare attenzione al super-con americano: riskio di metterlo al korrente delle mie scoperte. Ma! Mi sembra troppo connard per comprendre alkunkè!

Vogliate gradire i miei più distinti baciooooniiiiiiiiiiiiiiiiiiii! SMACK!

lunedì 28 novembre 2005

An Italian Job

Ora vediamo se ci riesco io, a fare il riassunto.

Ricapitolando.

Ti chiami Abramo Taddei e sei nato nel mediterraneo centrale, quando c'era ancora una penisola a forma di stivale al posto dell'arcipelago che c'è adesso. Bene.

Venti e più anni fa, quando dichiarammo guerra al… al… al Terrore, già, la guerra al Terrore, tu ti arruolasti volontario blogger. Gente come te era la nostra Quinta Colonna su Internet. Difendevate ad oltranza il nostro espansionismo militare e lo facevate gratis. Ma a un certo punto abbiamo persino cominciato a pagarvi. Segno che le cose andavano male, credo. Mboh.

Poi a un certo punto lo Stivale si è inabissato, tu sei emigrato da noi, e noi abbiamo smesso di preoccuparci della palude europea. Recentemente però ci siamo accorti che qualcosa bolle in pentola dalle vostre parti, e ti abbiamo proposto d'indagare. Da qualche parte, nel Mediterraneo Centrale, qualcuno giocava a fare il Vecchio della Montagna: siccome tu sei di quelle parti, ti abbiamo chiesto se lo conoscevi. Tu ci hai pensato su e hai risposto che forse sì.

Stronzate.

Però sei riuscito a vendercele: complimenti. Insomma, hai individuato un tuo vecchio nemico sul fronte di Internet, tal Leonardo, col quale probabilmente avevi una ruggine personale, e ci hai *dimostrato* che potevi portarci al Vecchio: come pezza d'appoggio hai usato alcuni suoi vecchi post, in cui lui parlava del Vecchio, o alludeva a un suo misterioso amico Arci, uno sempre con tante strane idee in testa. Come dire che… non lo so, io bloggo da quando avevo sei anni: tu potresti prendere il mio archivio e dimostrare che sono una buona pista per arrivare a Winnie-the-Pooh, o a Harry Potter, o persino al Conte Dracula, che ne so io? Voglio dire, ti sembra il modo di lavorare? Un agente segreto a… come si dice dalle vostre parti? All'italiana.

Ti abbiamo messo in contatto con un agente segreto freelance operativo sul territorio, nome in codice Damaso. Gli hai detto di trovare questo Leonardo. Lui è stato rapidissimo, bisogna dire. Nel giro di pochi giorni si è scopato sua moglie.

A quel punto hai fatto questa cosa incredibile. Hai speso tutto il budget in operazioni estetiche. Ti sei fatto togliere vent'anni di vita. E poi ti sei fatto spedire nel mediterraneo centrale in un costumino da supereroe appena scongelato, come Captain America nei primi albi dei Vendicatori. Solo dei fessi ci sarebbero cascati. I tuoi conterranei ci sono cascati. Damaso ti ha combinato un primo incontro con Leonardo.

Quando lo hai visto la prima volta, hai capito subito che eri fuori strada. Leonardo – che adesso si chiamava Immacolato – era solo un povero cinquantenne impaurito, reduce da una di quelle periodiche purghe di potere che fanno da voi. Certo, forse era solo un'astuta copertura. Forse era solo il paravento di qualcuno. Fatto sta che il povero Leonardo-Immacolato nei suoi colloqui all'ospedale non si sbottonava. Aveva una fifa del diavolo anche solo a raccontarti degli ultimi vent'anni.

A quel punto ti sei fatto prendere dal panico. Dovevi tornare da noi a mani vuote? Con tutti i soldi che ci avevi speso? E se ti avessimo chiesto di restituirli? Tu sei una Carta Verde di terza categoria, non hai assicurazioni sanitarie. Rischiavi di perdere del tutto i diritti civili e passare i tuoi vent'anni-regalo in una piantagione di soia.

Allora hai deciso di evadere dall'Ospedale – rivelando, in quella situazione, una notevole forza d'animo e muscolare. Damaso, che ti sorvegliava per conto nostro, si è volatilizzato poco dopo. Tu invece hai iniziato a farti strada nei bassifondi del Teopop, in principio come ladro di polli. In seguito come supereroe.

Come tu abbia poi fatto a dare questa immagine di maschio energico, non lo so. Forse hai usato abilmente i gadget che ti avevamo fornito. In ogni caso, avevi deciso di bazzicare dalle parti delle centraline elettriche, per vedere se ti capitava d'intercettare un martire, di risalire al Vecchio. Ma non hai trovato niente. Invece, ti ha ritrovato Immacolato. E tu hai dovuto di nuovo recitare la parte del bello addormentato che non sa cos'è successo negli ultimi vent'anni. (Sai una cosa, Bar? Credo che sotto sotto ti piace, quella parte. Credo che tu abbia una nostalgia paurosa per il 2005).

Però grazie ai contatti di Immacolato hai cambiato settore. Dai cimiteri di Bologna all'università, dove Immacolato ti ha fatto entrare come Privatista Fuoricorso. Lui – povero illuso – sperava di rivenderti a Damaso, quando fosse ricomparso. Ignaro che Damaso nel frattempo fosse già a Bisanzio sotto contratto per i cinesi…

Tu, invece, cercavi ancora una pista che ti portasse al Vecchio. L'Università e il terrorismo, si sa, vanno sempre a braccetto. Così hai iniziato a guardarti intorno, a chiedere in giro, e prima o poi hai raccattato qualcosa. Una voce, un frammento, una storia, chissà.

E adesso sei tornata a rivendercela.

È così?

"Sissignore signore, lo ammetto è così, e tuttavia…"

E tuttavia?

"Lei non mi crederà, Signore. Alla fine avevo ragione io. Il Vecchio della Montagna…"

È Immacolato?

"Sì. No. Lasci che le spieghi, Signore…"

Ancora?

giovedì 24 novembre 2005

Se la Montagna non va da Taddei

L'agente CoPro BARTDD73H11F752W, con contratto a progetto ai sensi del Conspiracy Act del 2012, durante il colloquio del 21/11/2025 sosteneva:

– di aver svolto missioni Offline e soprattutto Online (blogging, networking, spamming, trolling) per la CIA da vent'anni a questa parte (prima missione dichiarata: l'operazione "Stay Besides", inverno 2005/6),
– di essere emigrato negli USA nel 2013, coronando quello che chiama "il sogno della sua vita",
– di aver ottenuto dall'Agenzia l'incarico per l'operazione "Veglio della Montagna" nel gennaio 2025 (vedi Box).

Operazione Veglio della Montagna

All'inizio del 2025, l'arcipelago-del-mediterraneo-centrale (formerly known as "Italy") è stato funestato da un'impressionante serie di attentati suicidi (suicidi?), rivolti per lo più agli impianti energetici, e soprattutto alle cabine elettriche (anche di dimensioni modeste).

Il regime teocratico che vige nell'Arcipelago (denominato "Teopop") ha reagito dichiarando guerra a un Paese confinante (la Libia), accusato di sponsorizzare gli attentatori. In realtà mancano le prove di un coinvolgimento libico negli attentati. Probabilmente la stessa dichiarazione di guerra del Papa del Teopop al dittatore libico è una semplice bluff: non risultano a tutt'oggi effettivi scontri militari tra le due nazioni. Del resto, quello che fa o pensa il Papa del Teopop ci disinteressa profondamente.

Quello che ci interessa è la matrice degli attentati. Con ogni probabilità, essi sono stati scatenati da un leader scissionista del Teopop, in grado di plagiare la coscienza dei suoi seguaci e convincerli a immolarsi a un suo ordine. Il modello è quello dei Grandi Vecchi del bacino del mediterraneo, a partire dal Veglio della Montagna narrato da Marco Polo, giù giù fino a Bin Laden e compagnia.

L'obiettivo della missione è catturare il presunto leader scissionista e studiare i suoi sistemi, che potrebbero tornarci utili in futuro, in caso di OMISSIS AI SENSI DEL LIBERTY ACT (2009).


L'agente CoPro BRRTDD dichiara ancora:
– che questa storia del Vecchio della Montagna gli diceva qualcosa, che lui l'aveva già sentita. In un vecchio blog italiano, forse…
– così si era messo a sfogliare l'archivio di www di Echelon, e bingo! in breve aveva trovato un post sul Vecchio della Montagna risalente addirittura al 2003, con interessanti paragoni tra il Veglio in questione e Bin Laden. L'autore del blog in questione era un noto agitatore comunistoide.
– Il ritrovamento era di particolare interesse, in quanto l'autore dello stesso blog (da qui in poi: Leonardo) due anni più tardi era passato in clandestinità, aderendo a una fazione politica che dopo alterne vicende aveva fondato il Teopop.
– C'erano quindi fondati sospetti che questo Leonardo potesse essere il Veglio della Montagna, o magari il suo ispiratore.

A questo punto il nostro agente di contatto obietta che questi non sono "fondati sospetti", bensì tutt'al più "vaghi sospetti" che l'agente CoPro BRRTDD avrebbe tentato di vendere all'agenzia in mancanza di meglio. L'agente CoPro BRRTDD protesta ribadendo la sua professionalità e la sua dedizione alla Causa. Dichiara altresì:

– di avere teso all'autore del blog in questione quello che lui definisce "un astuto tranello", aprendo in un ambiente Online un simulacro di protocollo www mediante il materiale prelevato dall'archivio di Echelon (vedi Box 2):

Box 2: dichiarazione dell'agente CoPro BRRTDD risalente al 3/1/2025

"Sono sicuro che abboccherà. Voglio dire, nel Teopop stanno messi da panico. Non hanno più PC funzionanti, usano vecchi residuati Commodore, stanno pensando seriamente di tornare alla macchina da scrivere e al pallottoliere. L'unica cosa che sanno ancora usare un po' sono le playstation, perché hanno conservato quelle che usavano da piccoli vent'anni fa. Bene, sono sicuro che se il tipo che stiamo cercando ha modo di usare una playstation sul luogo di lavoro, ogni tanto andrà a cercare se riesce a connettersi alla Rete col vecchio protocollo WWW. Era un blogger incallito, capite, sono cose che lasciano il segno.
Allore io faccio così: sbatto sul Supernet un po' di archivio del WWW di 20 anni fa, compreso il suo vecchio blog. Lui si ritrova davanti la sua identità virtuale di 20 anni prima, e cosa fa? Impazzisce? Forse. Ma di sicuro si rimette a scrivere. Ci scommetto al cento per cento. Non può immaginare che qualcuno lo stia spiando. Nessuno va più sul WWW, nel 2025. Così vedrete che si sbottona. Se è lui, il Veglio della Montagna, sarà la prima cosa che ci scrive. Se non è lui, ma lo conosce, ce lo dirà. Non può mentire al suo blog. Alla stanza 68, forse sì. Ma non al suo blog".

– Purtroppo il tranello, per quanto astuto, aveva funzionato solo parzialmente. Leonardo aveva effettivamente ripreso il controllo del suo blog: ma le sue testimonianze si erano rivelate deludenti. Contrariamente alle attese, egli non si era accreditato come un leader del regime Teopop, bensì come un semplice funzionario, di recente tornato da un campo di rieducazione, alle prese con la banalissima vita di tutti i giorni: il lavoro, le due mogli (nel Teopop vige la bigamia), ecc..

– Tuttavia nelle nuove pagine del suo blog, Leonardo faceva più volte menzione di un personaggio chiamato "Arci", il quale sarebbe stato un "pezzo grosso del Teopop" sin dalla sua fondazione, e avrebbe contribuito all'elaborazione dell'ideologia Teopop in vari modi: scoprendo la Teoria del Muro di Cristallo, il Corollario dei Seminaristi, inventando il Trimonio, ecc. ecc. ecc.. Ora: benché tutte queste teorie e scoperte siano note all'Agenzia, manca nei nostri files qualsiasi riferimento al suddetto "Arci". Il che appariva all'agente CoPro BRRTDD alquanto sospetto.

– Dopo un'attenta riflessione, l'agente CoPro BRRTDD concluse che il termine "Arci" non era da considerarsi un nome di bis-battesimo (tutti i nomi dei sudditi del Teopop essendo tratti per legge dal Calendario cattolico romano). Esso era invece un nome in codice (una cifra?) rappresentante qualcuno che anche nel segreto del suo Blog, Leonardo non osava nominare. E con ogni probabilità, questo personaggio innominabile doveva essere il Grande Vecchio che cercavamo (a questo punto il nostro agente di contatto ribadisce le proprie perplessità sull'espressione "con ogni probabilità").


– Per questo motivo l'agente CoPro BRRTDD afferma di avere ottenuto un finanziamento dalla CIA per recarsi nell'arcipelago-del-mediterraneo-centrale (formerly known as "Italy"), e in particolare in San Petronio (the town formerly known as "Bologna"), onde prendere contatto con Leonardo, e attraverso lui giungere ad Arci, alias il Vecchio della Montagna


– All'obiezione che il budget del finanziamento fu ampiamente sforato per operazioni di chirurgia estetica che poco sembravano avevano a che fare con la missione, l'agente CoPro BRRTDD ribatte che è stata unicamente la dedizione alla Causa ad averlo sorretto nella penosa decisione di togliersi vent'anni d'età, onde presentarsi a Leonardo come un trentenne congelato che nulla sa della Storia mondiale da vent'anni a questa parte: e sostiene altresì che solo con questa fine tattica psicologica sarebbe riuscito infine a penetrare la barriera di omertà di Leonardo, e farsi confessare il nascondiglio di Arci, alias il Vecchio della Montagna.


– Alla domanda del nostro agente di contatto "ma non facevi prima a imbatterti in lui in un vicolo e torturarlo?", l'agente CoPro BRRTDD risponde che sì, avrebbe fatto prima, ma non gli era venuto in mente: in effetti la prima cosa che gli era venuta in mente una volta ottenuto il finanziamento era stata questa fine strategia psicologica che comportava l'asportazione chirurgica di vent'anni di età, e che lui, l'agente CoPro BRRTDD, si era sobbarcato con abnegazione a questo intervento, in virtù della sua dedizione alla Causa.


– Al che il nostro agente di contatto lo manda affanculo. Continua...

martedì 22 novembre 2005

Riassunto: pensavate fosse un fesso qualunque, e invece Bar Taddei (Teddi il Neocone) è un fesso a pagamento. Con un contratto Co.Pro per la CIA. E adesso sentiamo la sua missione.

Nome in codice: Agente CoPro
Operazione Veglio della Montagna


"Ma, Signore, in confidenza credo che lei ne sappia più di me. Voglio dire, non credo di doverle riassumere…"
"E invece sì, Taddei, ora mi farai un bel riassunto dell'ultima missione. Come se tu la dovessi raccontare a un novellino della CIA appena assunto con un contratto appena appena migliore del tuo".
"Ma non è il suo caso, Signore, lei mi sembra un superiore serio e preparato, che senza dubbio…"
"Certo, Taddei, e chi dice di no? ma devo verificare la tua abilità nei riassunti. Allora. Operazione "Veglio della Montagna*". Vorrei sapere chi le ha dato il nome in italiano".
"Marco Polo, Signore".
"E cioè?"
"Un grande scrittore italiano, Signore, nel tempo libero. Di professione commerciante, con contatti in tutto il mondo conosciuto. Una fiorente ditta di import-export a Venezia".
"Anche lui a libro paga CIA?"
"No, Signore, con tutto il rispetto, dovevamo ancora scoprire l'America. È successo nel Milleduecento – quasi Milletré. Marco Polo è in viaggio per affari sulla Via della Seta**, quando raccoglie la leggenda di questo capo musulmano sciita, che aveva fondato una setta di schiavi dell'hascisc – gli assassini, appunto. "Assassini" deriva da "hascisc". È una parola che ci ha lasciato in eredità Marco Polo: assassinare, da hascisc".
"E costoro ammazzavano per un po' d'hascisc".
"No, non esattamente. La cosa funzionava così: questo Veglio rapiva dei ragazzini, e adoperava l'hascisc per piegare le loro coscienze. Marco Polo narra che verso i dodici anni li faceva addormentare per tre giorni; e al loro risveglio si trovavano in un luogo incantato, colmo di tutte le bellezze e i piaceri: oro, vino, fanciulle…"
"Vino? Ma i musulmani odiano il vino"
"Già, ma pare che Marco Polo abbia viaggiato per anni in mezzo a loro senza accorgersene. Insomma: non è chiaro se il luogo sia una fantasia creata dall'hascisc, o un parco a tema organizzato dal Veglio, fatto sta che i ragazzini si convincono in breve tempo di trovarsi nel paradiso islamico, con le 72 vergini e tutto il resto. Finché un bel giorno non si risvegliano al di fuori del palazzo".
"Comincio a capire".
"Sono ancora mezzi intontiti e delusi, quando s'imbattono nel Veglio, che non hanno mai visto prima, e per via del suo portamento, lo scambiano per un Profeta. «Da dove vieni», lui chiede a loro. E loro rispondono: «Dal paradiso. E vorrei tanto tornarci». E lui: «Figliolo, se vuoi tornarci, non hai che da scendere a valle e assassinarmi il tale. Se ce la fai e sopravvivi, puoi tornare da me. Se muori nell'impresa, arrivi in Paradiso anche più spedito. E cosa fai ancora qui? Corri!». In questo modo il Veglio della Montagna disponeva dei migliori killer di tutto il Medio Oriente, che è come avere l'esclusiva dei ventilatori nel Sahara, se mi concede la similitudine".
"Concessa. Ma tutto questo cosa c'entra con noi? L'America, se ho ben capito, non era ancora stata scoperta".
"Signore, lei lo sa".
"Rispiegamelo".
"È che un bel giorno all'Agenzia vi siete resi conto che il Veglio della Montagna è ben più di una leggenda o di un racconto storico: è un archetipo fondamentale di tutto il mediterraneo. Il Grande Vecchio che trama nell'ombra. Il Boss che manda ad ammazzare i suoi ragazzi come ignare pedine. Il Califfo Bin Laden coi suoi kamikaze. Il controllo dell'oppio, le chiavi del paradiso, la politica dell'assassinio mirato… tutta la civiltà mediterranea, in pratica, si fondava su una leggenda sola. La leggenda del Veglio della Montagna".
"Embè, e allora?"
"E allora vi siete chiesti se non stesse succedendo la stessa cosa all'inizio di quest'anno, quando nel settore mediterraneo centrale (l'arcipelago formerly known as Italy) un sacco di gente ha iniziato a farsi esplodere senza un perché, nei pressi di normalissime centrali elettriche. Chi li pilotava? Chi era realmente il nuovo Veglio della Montagna? E quale sistema usava per irretire i suoi schiavi? Tutto questo vi interessava terribilmente. Così mi avete mandato in missione laggiù".
"Tutto qui?"
"Beh, una volta là, Signore, io…"
"Stop. Stop. Rewind. La cosa c'interessava e così ti abbiamo mandato in missione laggiù. Non hai altro da aggiungere su questo punto?"
"No, Signore, non mi pare".
"Neanche su queste fatture? Lifting, liposuzione, trattamento a base di steroidi anabolizzanti… persino un intervento tricologico. Taddei, ti sei rifatto da capo a piedi a spese del bilancio federale!"
"Ma Signore, era la mia copertura! Io dovevo risultare come appena scongelato, altrimenti il mio contatto inconsapevole non si sarebbe mai sbottonato con me".
"E la tutina di Capitan America? Spiegami almeno perché ti sei presentato in missione indossando quella tutina!"
"Signore, non ho certo inflitto un grave colpo al bilancio federale acquistando un costume…"
"Una calzamaglia Bianca-Rosso-Blu? No di certo! Però me la devi spiegare, Taddei, io devo avere una spiegazione razionale per i superiori".
"Signore, temo non ci sia. Io… avevo carta bianca e… avevo sempre sognato di indossare quel costume".
"Santo cielo".
"A James Bond danno l'Aston Martin. Io per sei mesi mi sono girato tutta Bologna a piedi. Almeno una piccola soddisfazione".

(*) in italiano nel testo
(**) qui Taddei non sa – o finge di non sapere – che la leggenda del Veglio circolava in Europa già prima di Marco Polo, e che Polo stesso poteva averla raccolta tanto lungo la Via della Seta quanto in cella a Genova, quando fu fatto prigioniero. Del resto è un agente segreto, mica un medievalista. Per quel che lo pagano, poi.

venerdì 18 novembre 2005

Nome in codice: Agente CoPro.
Operazione Stay Besides!


Riassunto dell'ultima puntata: da qualche parte, in un posto che rassomiglia curiosamente al Paradiso a Pedali, Bar Taddei (per gli amici Teddi, il Neocone) è a rapporto. O credevate che gestisse il suo blog filoamericano a gratis, come quello di un fesso di neocone qualunque? Macché, Teddi è un evoluzione del neoconismo, è il neocone che sa associare passione e concretezza, ideali e $: Teddi è agente della Cia, cioè, non proprio un agente, perché mica ti assumono per scrivere stronzate su un blog: solo un Collaboratore a Progetto (Nome in codice CoPro). Verso la fine del 2005 iniziò a farsi pagare dall'Agenzia un cent ad accesso. Era l'inizio di una non entusiasmante carriera. E ora, vent'anni dopo, è finalmente giunto il momento di vendicarsi del suo diabolico nemico, ovvero…

"Eppure qualcosa non mi torna, Bar. Voglio dire, dovevamo essere davvero disperati per pagare gente come te, vent'anni fa. Eravamo così disperati?"
"Abbastanza, Signore. Vi eravate infilati in una guerra al Terrore virtualmente infinita, e stavate perdendo il sostegno di tutti i governi europei. La cosiddetta coalizione della Buona Volontà stava abbandonando l'Iraq alla chetichella. Avevate bisogno di riconquistare le opinioni pubbliche della Terra di Mezzo…"
"Finanziando siti amatoriali?"
"Signore, era un'idea all'avanguardia! Erano i tempi del viral marketing, del nanopublishing…"
"Parla la mia lingua, agente Bar".
"Questa è la sua lingua, Signore!"
"Allora dev'essere successo qualcosa alla mia lingua, perché io sono nato nel 2001 e non le ho mai sentite con le mie americanissime orecchie*, queste stronzate".
"Davvero è nato nel 2001, Signore?"
"Sì, perché?"
"Complimenti, Signore".
"Chi ti capisce è bravo, Bar. E io non sono bravo. Ma scusa, non potevamo finanziare qualche opinion-leader serio?"
"Signore, nessun opinion-leader di qualche peso si sarebbe messo a difendere l'uso del fosforo a Falluja o cose così".
"Ma non ne avevamo già a libro paga?"
"Alcuni sì. Giuliano Ferrara, ad esempio".
"Giuliano chi?"
"Con tutto rispetto, signore, un ex comunista che vi rifilò un paio di sòle. Organizzava fiaccolate bianco-azzurre a Roma, e cercava di dimostrarvi che l'Italia stava diventando filoisraeliana grazie a lui".
"E non stava diventando filoisraeliana".
"No, signore, non abbastanza almeno".
"Va bene, e così abbiamo iniziato a finanziare la gente come te. Ho qui il tuo dossier… ci sei stato utile in varie occasioni, Bar, questo è indubbio. Per esempio, ehm… l'operazione Stay Besides"
"Un'idea geniale, Signore".
"Già, già. Beh… in realtà il dossier in vent'anni s'è un po' deteriorato… facciamo così: spiegami con parole tue cos'era questa operazione Stay Besides".
"Semplice, signore. Avevamo deciso – pardon, avevate – di riscrivere la Storia d'Italia dal dopoguerra sotto una luce diversa. Per cinquant'anni ce l'eravamo raccontata come se si trattasse di pacificare un Paese del Patto Atlantico sulla soglia della Cortina di Ferro: Comunisti e anticomunisti, anni di piombo, caduta del muro, fine delle ideologie, ecc.. Questo modello non vi soddisfaceva più".
"Naturalmente".
"Vi serviva un nuovo modello, che proiettasse le ombre della Guerra al Terrore sul passato dell'Italia. Occorreva dimostrare che molto prima di Al-Quaeda, molto prima dell'11/9, l'Italia era già stata colpita dal terrorismo islamico".
"E come… potevamo fare?"
"Non era così difficile, Signore. Bastava trovare piste islamiche per tutte le stragi impunite degli ultimi 40 anni".
"Ah, perché in Italia c'erano state stragi impunite?"
"Parecchie, Signore. E tanti altri casi misteriosi. Per esempio, nel 1980 era esplosa una bomba a Bologna, una città governata dal Partito Comunista: 80 morti. Il processo andò avanti per vent'anni, e alla fine condannarono un paio di fascisti. Ma restavano molti misteri. E a questo punto arrivammo noi, con l'Operazione Stay Besides".
"E cioè?"
"Qualche suo collega andò a spulciare in un cartone di un vecchio Servizio Segreto Italiano – lì si trova qualsiasi cosa, a cercarla. Si scoprì infatti che c'erano indipendentisti palestinesi a Bologna quel giorno".
"Ma Bologna è una città molto grande, no?"
"Sissignore. In ogni caso venne confezionato un articolo sulla «pista islamica». Fu pubblicato sul peggior Giornale italiano e lì sarebbe rimasto, Signore, se noi blogger filo-Bush non gli avessimo dato una spinta".
"E qualcuno se l'è bevuta?"
"Signore, era solo l'inizio. Nei mesi seguenti dimostrammo che l'ordine di assassinare Aldo Moro era partito dal noto nazista Arafat".
"Aldo Moro?"
"Che l'assassinio di Pier Paolo Pasolini era la naturale conseguenza di una fatwa proclamata da un oscuro Ulema di che aveva avuto una sincope assistendo a una proiezione del Fiore delle Mille e Una Notte in un cinema per adulti di Alessandria d'Egitto".
"Pier Paolo Pasolini?"
"Che la strage del Cermis era stata provocata da un kamikaze siriano che si era rotolato nella neve causando una valanga che aveva trascinato con sé i tiranti della funivia, malgrado l'eroico sforzo dei piloti USA di salvare i passeggeri…"
"Stop. Stop. Io non so chi sia questa gente, Taddei. Non ne ho sentito parlare. Per me potrebbero essere tutte frottole (**)"
"Certamente, signore".
"Perché non erano frottole, vero?"
"Non lo so, signore. Io linkavo, copiavo, incollavo".
"Ma eri sicuro delle notizie che linkavi, copiavi, incollavi?"
"Ero sicuro della Causa, Signore. La Causa prima di ogni cosa".
"Taddei, guardami negli occhi. Hai raccontato altre bugie?"
"Per la Causa, Signore. Per la Causa".


(*) Lui in realtà dice: "All-american ears"
(**) "Bullshit"

mercoledì 16 novembre 2005

Ma poi come andrà a finire, il povero Teddi? Scomparirà in una nube di bile, o sarà in grado di riprodursi? Gli capiterà mai di arruolarsi per una di quelle guerre che sostiene con tanta convinzione?

Il ritorno di Teddi, il Neocone.

Quel mattino Taddei Abramo detto Teddi, il Neocone, ebbe un risveglio difficile.

Forse per via della pizza ai peperoni, o della lunga sessione serale al PC – sì, ma ne era valsa la pena. Il suo attacco a un blog sinistroide era diventato, paragrafo dopo paragrafo, un vibrante atto d'accusa contro i pacifisti neofascisti neocomunisti antiamericani e antisemiti. AmericaMyLove, IlikeAmerica e AmericaIsMyCountry lo avevano lincato immediatamente, il contatore era schizzato, e un centinaio di lettori entusiasti erano venuti a complimentarsi nei commenti. Più qualche idiota di troll antiamericano e antisemita, prontamente ridicolizzato. Che serata di gloria.

Poi evidentemente i peperoni, rimasti fino allora in sonno, avevano cominciato a lavorarlo ai fianchi. A un certo punto Teddi aveva quasi rischiato di addormentarsi sulla postazione, il naso schiacciato sui pulsanti H e J. In un qualche modo era riuscito a spegnere tutto e a raggiungere la camera, buttandosi sul letto senza neanche lavarsi i denti. (Fortuna che Teddi era solito scrivere i suoi vibranti pezzi già in pigiama).

Seguirono sogni inquieti. Non uno. Non due. Una notte intera trascorsa in fantasie affannose e angoscianti – ma vaghe, impalpabili, nulla che Teddi riuscisse a mettere a fuoco. Solo verso la fine dell'incubo un uomo arrogante gli era entrato in casa, e adducendo folli argomenti, aveva iniziato a murare Teddi vivo nella sua stessa camera da letto. Nel sogno Teddi aveva urlato cose orribili e irreparabili, e poi si era svegliato, forse...


...E ora ecco Teddi a rapporto, sudato, nel suo pigiama red-white-and-blue, sulla sua cyclette di ordinanza.

"Agente Bar a rapporto, signore".
"Riposo, agente".
"Grazie signore".
"Riposo non significa che devi smettere di pedalare".
"Certo signore, mi scusi, signore".
"Hai avuto un sonno inquieto, lo sai, Bar?"
"Così sembra, signore".
"Vorresti per una volta lasciar perdere il «signore»? Non sei un marine dell'esercito, Bar, sei solo un CoPro della Cia".
"Signore, mi lasci dire quanto sia per me un onore e un privilegio poter servire…"
"Bla bla bla. Bar, se ti pagassimo un dollaro a parola saresti ricco, lo sai?".
"Lo so bene, Signore".
"Ho dato un'occhiata alla tua scheda, mentre eri di là. Tu sei stato uno dei primi blog italiani sul nostro libro paga. Prime sovvenzioni occulte già verso la fine del 2005. Vent'anni di onorata carriera. Complimenti".
"Signore, all'inizio mi pagavate un cent ad accesso. Non ci coprivo le bollette. Era più un hobby, una passione".
"Una passione, eh?"
"Sissignore, ho cercato di guadagnarci. Sono forse stato l'unico? Tutti cercavano di aprire blog tematici a fini commerciali, in quel periodo. Chi lo apriva sulla tv, chi sul calcio… argomenti fin troppo inflazionati, da noi. Ma nessuno aveva ancora pensato…"
"All'America".
"La terra del Libero e la casa del Bravo".
"Più o meno, sì. Così sei riuscito a farti finanziare un blog dalla Cia".
"È stato facile, Signore. Ho scritto una mail a Langley, e mi avete risposto".
"Trovo difficile crederti, Bar".
"Ha ragione, signore. Un povero cittadino italiano come me, con un misero blog stellestrisce, cosa aveva da offrire alla più grande democrazia del pianeta?"
"Ci hai mentito. Ci hai scritto che sapevi l'arabo e non era vero".
"Una piccola licenza, signore".
"Hai sfruttato le debolezze del nostro sistema. Sapevi che la Cia cercava ovunque arabisti a poco prezzo, e ti sei venduto come osservatore sul fronte medio-orientale. Ci abbiamo messo anni a capire che ci rifilavi le rassegne stampa dei blog italiani filo-arabi. Eppure lo sai che noi anglosassoni non tolleriamo le menzogne".
"Tranne quelle a fin di bene, signore".
"Già, già. Nel frattempo ti sei messo in bella mostra sul network dei blog italiani filoUSA. Hai partecipato a tutti i flame più importanti. Hai gettato discredito su tutti i principali blog antiamericani, e qualche schizzo è arrivato anche ai giornalisti e comici di professione. E per tutto questo ti pagavamo".
"Un cent, signore. Un misero cent ad accesso".
"Ne hai fatta di strada da allora, eh, Bar?"
"Signore, non mi lamento".
"E tanta ancora ne farai. Continua a pedalare".

(Continua)

lunedì 14 novembre 2005


Karillon

Potenza delle vecchie immagini tv:
io i kamikaze me li immagino sempre giovani, magri e dallo sguardo intenso.
Non è proprio il mio caso: ho una bella pancia – benché io stia pedalando su infiniti universi – che la pettorina a malapena comprime. Pochi capelli, sguardo lesso. E più di cinquant'anni alle spalle, che nel periodo di decadenza in cui vivo, nell'unico universo in cui ancora non pedalo, è forse il tempo giusto per morire.
D'accordo, sì, tengo famiglia, ma è davvero un problema? Mio figlio è emigrato da un pezzo. Assunta e Concetta si prenderanno cura di Letizia. Il trimonio è proprio una grande invenzione.
Sempre che esista Letizia, nell'universo vero. Ecco un problema. Defarge non mi ha mica spiegato tutto. Quand'è che siamo stati messi a pedalare? Magari Assunta e Concetta non si erano ancora conosciute, quindi non siamo sposati, e magari Letizia non è nata. Se Assunta e il padre di Letizia non si sono conosciuti carnalm – ma solo virtualm – Letizia non può essere nata. È solo un parto della nostra immaginazione. E adesso io la cancello…
Ma Defarge me l'avrebbe detto, o no?
O forse ha preferito non dirmelo.
E già. Mica fesso, lui.

Riassumendo:
1. Ora io vado al Ripetitore e mi faccio esplodere.
2. Nell'esplosione io perdo la vita, perlomeno su questo universo; ma probabilm anche in quello reale (anche su questo, Defarge è stato fin troppo elusivo: inutile nutrire speranze).
3. Interrompo la corrente dei PP, che di fatto si spengono.
4. Nell'America del Nord (e del Sud), del Giappone, dell'Italia e in altri posti, milioni di persone si accorgono improvvisam di pedalare nudi in uno scantinato.
5. Scoppia finalm la rivoluzione comunista.

Mi sembra tutto piuttosto improbabile, a parte il punto 5, che è la solita supercazzata che sta in calce a ogni diabolico piano di Defarge, una specie di firma. D'altro canto non ha tutti i torti: gli devo qualcosa. Quando i giochi si facevano duri, io l'ho venduto al nemico.
Certo, rimane la possibilità che sia tutto uno scherzo: qualcuno mi ha rapito, ipnotizzato, raccontato un mucchio di balle molto complesse, in cui comparivano vecchi amici e mi venivano rinfacciati antichi crimini. Non si può escludere a priori.
Ma resta da spiegare perché improvvisam mi trovo qui, nel vecchio ghetto di San Petronio, via Canale 5 (già via Mentana) davanti a una vecchia cabina Enel (che ironia volermi assegnare proprio questo obiettivo!) con un panciotto che mi comprime il ventre ed è, lo so per esperienza, una pettorina esplosiva.
C'è una specie di gancio che esce da quella che sembra una tasca interna – assomiglia alla corda che tirano i paracadutisti. O ai carillon di plastica dei bambini piccoli (Letizia ne aveva uno): tiri il cordino e senti: pling, pling. In questo caso: bùm.
È vero, Letizia ne aveva uno.
A forma di orsacchiotto.
Ma non era suo.

(Che pensieri strani vengono al kamikaze in questi istanti – niente bilancio di cinquant'anni, niente ricordi d'infanzia, niente anticipazioni e trailer sulle 70 vergini, macché), sto pensando che Letizia giocava spesso con un orsacchiotto di famiglia, prima di lei era stato del fratellastro, e si chiamava
si chiamava
aveva un nome ricamato sulla pancia
si chiamava

Teddy
Bear
(Ora devo tirare la cordicella, e flop! Paracadute)
Teddy
Bear
(Tiro la cordicella, e pling! Carillon)
Teddi
Bear
(Tiro e Boom!)
Teddi
Bear
Teddi
Bear
(Ma abbiamo sempre avuto una pronuncia inglese cane, in famiglia. Del resto si sa, chi sapeva bene l'inglese è emigrato da un pezzo. E i bambini. Cosa vuoi che sappiano i bambini. Mio figlio per esempio lo chiamava:)

Bar.
Teddi.


O se preferite Bar Taddei, che poi sarebbe quel tipo in felpa e cappuccio rossoblu che mi trovo davanti, proprio adesso.

"Hi, Leonardo".
"E adesso che caz…"
"Sciatàp, le parolacce le dico io. Ora silenzio, per favore".
"Ma…"
"Per favore. Per favore. Guarda le stelle".
"Ma quali stelle, Taddei, io…"
"Queste, guarda".

Me le fa vedere.

Flop!
Pling Pling.

venerdì 11 novembre 2005


Vai ed esplodi

Leonardo, caro vecchio coglione:
puoi smettere di pedalare ora.
Ma non voltarti. Non vale la pena, del resto, non mi riconosceresti. Io non sono di questo universo; l'involucro che indosso per parlare con te su PP1078 ti è completam sconosciuto.
Ti riformulo le domande di poco fa:
1. hai capito cosa ti chiedo di fare?
2. E hai capito perché lo sto chiedendo a te?

(1). Io voglio che tu ti faccia esplodere, tra qualche ora, nei pressi di un convertitore elettrico di PP1079. I convertitori sono meccanismi virtuali che trasmettono l'energia dall'universo reale U a tutti i PP. Volendo essere pignoli, a venire trasmessa da U a PP non è l'energia, ma l'informazione dell'energia – ma a questo punto io mi sarei anche stancato di queste dotte disquisizioni e, se sei d'accordo, me ne fotterei. In ogni PP, i convertitori sono mimetizzati nelle cabine dell'energia elettrica: un'idea semplice ed efficace, giacché di torrette elettriche ce n'è dovunque e nessuno le nota mai - hai mai letto un libro e guardato un film o giocato a un videogioco in cui si menzionava una torretta elettrica? Mai, esse sono dappertutto e invisibili. Perfette.

La maggior parte delle cabine convertono semplicemente quel poco di energia che serve a fare andar avanti il PP. Ma da qualche parte esiste un Convertitore Generale che trasmette anche una serie d'informazioni fondamentali sulla natura dell'universo. In pratica si tratta delle istruzioni per il montaggio del PP successivo. Queste istruzioni vengono trasmesse ad alcuni individui particolarmente sensibili e carismatici – gli Spiriti Eletti – che si mettono anima e corpo a edificare il nuovo PP.
Nel caso ti fosse venuto il dubbio: no, tu non sei uno Spirito Eletto. Non sei particolarmente sensibile, né carismatico. Vuoi sapere chi è un Eletto, invece? Papa Silvio, esatto. Ti sei chiesto diverse volte, quest'anno, come aveva fatto a risorgere dal coma vigile e a riprendere il controllo della situazione. È molto semplice: ha ricevuto il Messaggio. L'idea di avere una missione da compiere ha avuto su di lui un effetto tonificante.

Se ti può consolare, anche tu hai una missione, ed è quella di mettergli i bastoni tra le ruote. Morirai facendogli un dispetto, non è una gran consolazione? Non è quello che hai sempre sognato di fare, da quando eri piccolo e lui interrompeva Bim Bum Bam con la pubblicità? Bene, l'ora è giunta. Dimostrerai ai tuoi amici che hai le palle interrompendo il suo Paradiso a Pedali con la tua esplosione. Questa sì che è una promessa da fare a un uomo. Altro che le 72 vergini. Che poi, a quanto pare, non è vero che il Corano prometta 72 vergini ai martiri, è solo bieca propaganda fallaciana…

Ma perché divago sempre. Ogni volta che io e te potremmo dirci cose importanti… macché, divaghiamo. È una cosa che mi fa incazzare, a te non fa incazzare? Ma cosa ti stavo dicendo? Il Convertitore Generale. Se riuscissimo a farlo esplodere, a interrompere il flusso di energia e informazioni, tutti i PP si spegnerebbero di botto. Avremmo svegliato l'Italia. Perlomeno, quel poco d'Italia che non è ancora sotto il livello del mare.

È da un bel pezzo che lo cerchiamo – da gennaio, mi pare. Reclutiamo volontari come te, da tutti i PP. Gente che senza saperlo è stanca di pedalare all'infinito e di creare universi noiosi e insofferenti. Gli spieghiamo tutta la complicata storia, li convinciamo, e poi li mandiamo a esplodere contro le finte torrette elettriche. Confidando che in questo modo prima o poi troveremo il Convertitore Generale. È una strategia un po' grezza, lo so, ma altre per ora non ne abbiamo.

E veniamo al (2): perché proprio te? Beh, ti confesserò, per un bel pezzo ho cercato di non reclutarti. Ma i mesi passano, il Convertitore Generale non si trova, e tu corrispondi perfettamente al profilo del kamikaze che cerchiamo… non potevo continuare a far finta di niente, solo perché siamo amici.
Anche perché a volte, sai, mi vien da pensare… Amico? Cosa è amico? Quando t'iscrissero al corso di Rieducazione, facendoti firmare una liberatoria in cui affermavi di trovarti molto bene in quel Campo lì, che il vitto era ottimo e che nessuno ti torturava contro la tua volontà, tu eri ancora mio amico?
Forse che non ti hanno chiesto dove mi ero nascosto?
E tu, vecchio coglione, non hai forse cercato di tradirmi? Non lo hai fatto?

Ma non è questa la cosa che mi offende di più, sai? Vuoi sapere quel che mi offende di più? È che tu pensassi davvero che io mi fossi rintanato a San-Gem – il primo posto al mondo in cui mi avrebbero cercato. Possibile? Mi facevi davvero così idiota?
Guarda che sono un cittadino del mondo, io – io non mi sono ammuffito in un bilocale con bismoglie, io – io, mentre tu cambiavi il pannolino a una bimba non biologicamente tua, mi sono addottorato a Oxford, poi ho preso un perfezionamento a Salamanca, e di recente mi sono pigliato una cattedra a Rabat, Unione Europea! E in tutto questo sono rimasto un agente della Quarta Internazionale, proprio come ai vecchi tempi, un entrista spudorato – anche se tu eri già troppo coglione per accorgertene! E comunque, se ho accettato di lavorare a questo progetto di scardinamento del Paradiso-a-Pedali-versione-Teopop, è solo per puro spirito di servizio, perché alla fine credo che non ci sia nulla di più rivoluzionario di questo, nel 2025! Svegliare una mandria di pecoroni che ha deciso di annoiarsi a morte nei secoli dei secoli! Questa è la mia missione ed è anche la tua! E credo che per una missione del genere valga la pena farsi esplodere.
Perlomeno, credo che tu debba.
E che tu lo debba a me, soprattutto.
Tutto chiaro, ora?

"Defarge…"

Sì, Leonardo?

"Mi dispiace".

Sì, certo, come no. Però adesso, se non ti dispiace, vai.
Vai ed esplodi.

mercoledì 9 novembre 2005


Il Regime d'la Rasdòra

Mentre Leonardo si prepara alla sua terza (o quarta) (ma comunq, si spera, ultima) missione suicida, vale forse la pena schiarirsi l'idea su: Ma cos'è questo Teopop di cui si parla tanto?

Oh, ma andiamo:
Tu sai cos'è il teopop
Tutti sanno cos'è il teopop
Il teopop non è il tuo incubo peggiore:
il teopop è il tuo sogno più banale.



Il teopop è un regime fondato sul lavoro
, tanto, poco pagato e inutile.
Il teopop è un regime fondato sul compromesso, un compromesso fondamentale tra tutte le parti sociali di questo grande Paese, con l'obiettivo ultimo di scontentarle tutte.

Il teopop crede nella legalità. Viva le leggi! E non stiamo a sindacare su chi li ha scritte, se le ha scritte così avrà avuto i suoi motivi.
La legge è pane per l'affamato, acqua per l'assetato, tetto per l'immigrato clandestino sbaraccato; copertura infortunistica per il lavoratore in nero sciancato. E cosa sono questi tumulti alla finestra?
"Maestà, chiedono giustizia".
"E voi dategliene, no?"
"Ma non ce n'è abbastanza per tutti".
"Come sarebbe a dire".
"Sarebbe a dire che non ci sono abbastanza edifici a norma per tutti. Non ci sono abbastanza permessi di soggiorno legali per tutti. Non ci sono abbastanza lavori non sommersi per tutti. In effetti, Sire, è un'epoca di carestia della legalità, per cui questi qui si lamentano e noi non sappiamo bene che fare".
"Certo che lo sappiamo. Chiedono legalità e noi gliela diamo".
"Ma insomma, se non ce n'è abb..."
"E voi spalmatela! Sui manganelli, guardate, così".

Il teopop crede nell'inalienabile diritto, anzi dovere, del cittadino alla Ricerca della Felicità, e si pone il problema di rendere questa ricerca della felicità più lunga e movimentata possibile.

Ne consegue che:


Il teopop non proibisce nulla, il teopop sconsiglia. Continuamente.
Il teopop è in agguato alle spalle, non per farti del male, ma per dirti vedi, io te l'avevo detto.
Quando vai a donne e droga, il teopop ti aspetta fino a tardi, con il rosario in mano e la cena pronta.
Siamo stati abbastanza chiari? Hai capito cos'è il Teopop?
Il teopop è Tua Madre, ora e sempre.

Attenzione, però:

Il teopop non reprime, il teopop stanzia


Vuoi fare la rivoluzione? Fammi un preventivo, presentalo nell'ufficio rivoluzioni, mettiti comodo in sala d'aspetto, può darsi che troviamo un finanziamento anche per la tua rivoluzione.
Il teopop non schiaccia, il teopop coopta.

Il teopop è cristiano, se serve
Il teopop è popolare, se serve

Il teopop è qualunque cosa ti possa venire in mente. Vieni da noi, fratello, parlaci. C'è un posto anche per te nel Teopop.

Secondo una leggenda, all'inizio il Teopop era la commissione di una consulta alle politiche giovanili di un comune emiliano, che in un qualche modo sopravvisse a quell'epoca di caos e distruzione in cui orde di giovani imbelli bruciavano automobili per il solo motivo che esse prendevano fuoco bene; sicché ben presto tutta l'Italia fu messa ferro a fuoco; e solo in quella città un sindaco integerrimo e malvagio di cui purtroppo si è perso il nome (lo chiameremo Innominato, giusto per) riuscì a imporre il suo pugno di ferro e il coprifuoco: sicché nella desolazione che ne seguì, non fu difficile per un manipolo di eroi marciare sulla capitale al grido di ordine, legalità, morte ai pancabbestia e ai lavavetri!
Non incontrarono resistenza, a eccezione di un manipolo di Irriducibili della Lazio che si trincerò in uno stadio e ivi gloriosamente si estinse, perché non avevano pensato a portarsi le ragazze.

Che ne pensi? Hai una leggenda migliore da proporci? Scrivici, fratello, l'indirizzo è qui di fianco. C'è un posto anche per la tua storiella nella gloriosa mitopoiesi del Teopop.

Secondo altri, "Teo" sta per "teologia", il Teopop è un movimento integralista cristiano.


Nessuno tocchi il Papa
Nessuno tocchi il crocefisso-nelle-scuole.
Nessuno tocchi Babbo Natale
Nessuno tocchi la Bibbia (abbiamo provveduto a sigillarla).
Nessuno tocchi qualsiasi cosa tu non vuoi che sia toccata, fratello, vieni anche tu! C'è un posto anche per te nella grandiosa paranoia Teopop!

D'altro canto, queste non sono proibizioni, sono solo consigli.
Se conosci qualcuno che non segue questi consigli, vieni da noi, fratello, parlacene. C'è un posto anche per te nella grande famiglia del Servizio Segreto di Strada del Teopop. In regalo con la prima delazione il kit del confidente e il simpatico distintivo del SSS!

Secondo altri, "Pop" sta per "Popolare". Il Teopop è un regime comunista.
Il capitalismo, infatti, è stato sconfitto dalla Storia. Come andò?
Ebbene, pare che successe durante le vacanze estive: quando i manager tornarono dalle Maldive, trovarono sulle loro poltrone tanti simpatici segretari cinesi che costavano meno e producevano uguale. Il capitalismo finì lì, e noi non lo rimpiangiamo. Per ora. (Che succede, fratello, lo rimpiangi? Vieni da noi, parlacene. Facci un progetto, potremmo anche decidere di passare al Teocap).

Secondo altri ancora, il "Teopop" nacque in ambito musicale, quando Comunione e Liberazione invitò alcuni complessi Indiepop a suonare ai matrimoni. Ne nacque una scena locale battezzata, per l'appunto, Teopop, che prese il potere in un momento in cui il potere non lo voleva nessuno. Come vedete, noi abbiamo tutte le teorie del mondo, e anche di più.

Perché... il Teopop sei tu,
chi può darti di più?

lunedì 7 novembre 2005

A less dangerous mind

Ancora quella vecchia storia. Vabbè, come si dice, posso spiegarvi tutto.
Naturalmente non mi feci esplodere, quella sera; la ragione ufficiale, verbalizzata da Arci nel rapporto al comitato centrale, fu "troppa poca gente". In realtà mi ero cagato in mano un'altra volta.
Come a Napoli due settimane prima – l'idea di farsi esplodere durante la simulazione di un attentato, per aumentare il caos, fu un parto geniale di Arci; cui purtroppo non corrispose una realizzazione efficace da parte mia. Ora, due cilecche su due sono una media disastrosa per un kamikaze; per cui non fui molto sorpreso di sentirmi scaricare dal comitato. E siccome altri volontari per ora non si trovavano, la strategia della tensione fu aggiornata a data da definirsi. Sì, mi rendo conto che suona tutto molto dilettantesco, ma a quel tempo eravamo solo una giovane organizzazione segreta ancora ignara del suo destino di fondatrice del Teopop.
Per darvi un'idea del grado di dilettantesimo, considerate che era nato tutto da un blog.
Il mio blog, già.

Uno dei primi in Italia. Niente di speciale, pensierini in libertà, qualche esca per le femmine, un po' di politica. Ecco. Fu la politica a fottermi.

Era il 2001, e SB aveva appena vinto le elezioni. Tirava una brutta aria, e di lì a poco George II doveva venire a Genova per un summit. Lo sapevano anche i sassi che ci sarebbe stato un enorme casino. Ma i sassi non avevano ancora aperto un blog (nel 2001). Io sì.
Feci in modo di trovarmi là, affettando una coscienza politica che, beh, tutto sommato, chissà se avevo davvero. Ma la politica è come la squadra del cuore, non è vero? Più hai paura di non crederci, più ci devi credere. I blog lo sanno. I blog sono i gabinetti dove ognuno scoreggia e annusa le proprie opinioni – e quelle dei compagni di latrina. Io avevo scelto il cesso pubblico in fondo a sinistra, e da lì in poi ci dovevo credere; e più cresceva la puzza intorno, più forte doveva essere la mia fede. Sì, mi rendo conto, siamo a un basso livello di metafore stasera, ma tant'è.

Nei tempi lunghi la mia scelta si rivelò perdente. Pare infatti che i blog fossero roba di destra. A sinistra, la gente preferiva esprimersi sui forum, i newswire, i quotidiani, i dvd allegati alle riviste di geopolitica, e persino le riviste medesime, a s-celofanarle. Insomma, un blog di sinistra in sé non lo cagava nessuno, la sola idea di farsi notare con un mezzo simile era demenziale, e dubito di averla nutrita consapevolmente mai. Ma che altro mai avrei dovuto scrivere? Critica televisiva? Gossip? Esegesi biblica? Ancora ganci per ragazze? Troppo tardi, ero stato agganciato io.

La politica, invece, mi veniva spontanea. La politica è una droga. Che bisogno avevo di parlar male di neoconi, ex-socialisti, israeliani, radicali, in pratica di tutte le lobby più vendicative di questo mondo? Che bisogno avevo di atteggiarmi a estremista extraparlamentare, quando nella realtà quotidiana ero solo un timido maestrino rispettoso della legge e dell'ordine? Nessun motivo, a parte l'istinto di autodistruzione che sta nel fondo di ogni cuore tossicomane. Io anelavo a finire bruciato vivo in un flame, coi troll che mi rosicavano le carni, ecco cosa.

Era un periodo di grandi frustrazioni non solo per i blog di sinistra, ma per la sinistra in generale. La botta peggiore fu la clamorosa seconda vittoria elettorale di Bush II, nel novembre del Quattro. Alla coscienza di un europeo standard sembrava incredibile che quella bertuccia, arrivata alla Casa Bianca per un inghippo di schede, venisse riconfermata a stragrande maggioranza per altri quattro anni. Il tutto grazie a Bin Laden, naturalmente. C'era da impazzire, e quale luogo migliore di Internet per impazzire? Io organizzai una riunione permanente coi miei lettori sull'annoso tema: "perché la sinistra perde sempre?" Poteva sembrare la trovata di uno che ha ormai esaurito gli argomenti. Ma da quei colloqui nacque un gruppetto di azione, che poi confluì in un movimento, che poi si scisse in vari tronconi, uno dei quali si fuse con altre corporazioni che presero il nome di Teopop. Nel gruppetto originale c'era Defarge – di cui dopo il processo fu cancellata quasi ogni testimonianza digitale. E c'era Arci, ricercatore in sociologia, che era entrato nel movimento per studiare quelli che lui chiamava i "rapporti sessuali verticali" – e non ne era più uscito. I casi della vita.

Ora non ricordo esattamente chi fu a concepire per primo l'idea dei kamikaze, se Arci o Defarge. Ma so che entrambi caldeggiarono fortemente la mia candidatura.
È vero che io attraversavo un periodo difficile, più o meno da quando passando in clandestinità avevo chiuso il blog. Avevo creduto di diventare una persona migliore, passando dalla scrittura all'Azione. Avevo creduto di essermi liberato del blog, uh, illuso. Come guarire un alcolizzato dissanguandolo. In realtà avevo attraversato tutto il 2005 esangue, senza più opinioni da regalare al prossimo, un morto ambulante. La mia donna aveva smesso di stimarmi ed era tornata al suo paese. Il lavoro non mi dava più nessuna soddisfazione. In quella situazione, farsi saltare in aria in un gesto di guerriglia psicologica non doveva sembrarmi una cattiva idea. Per non parlare delle 72 vergini, che, a priori, non mi sentivo di escludere.

E poi, certo, è un brutto momento quando ti rendi conto che neppure questo, sei in grado di fare. Non eri Einstein, non eri Paolo Rossi, e non eri nemmeno il kamikaze che avrebbe fatto scoppiare la guerra di religione in Italia. Non è stato facile, ma ok, ci sono passato. E quindi?
Cosa ci si aspetta da me, adesso?

giovedì 3 novembre 2005

Il Kamikaze di Via Nomentana

[...]

Caro Leonardo,
hai capito cosa ti chiedo di fare?
E hai capito perché lo sto chiedendo a te?

Non schermirti, ti prego. Non ti abbiamo scelto a caso. Non sei il classico prescelto da trilogia hollywoodiana. Sei semplicemente uno sfigato che ha qualche esperienza nel settore. Non è la prima volta che ti fai esplodere, non è vero? Non la prima volta che ci provi, perlomeno.

Come faccio a saperlo?
Beh, io lo so.
Non è una risposta, dici.
Lo so.

Hai ancora dubbi? E allora ascoltami:

Verso la fine del 2005, nella penisola che nomavasi Italia, ad alcuni liberi pensatori cominciavano a girar le palle...

Da vent'anni costoro puntavano la loro carriera su questo o quel cavallo, nel grande ippodromo delle idee – e da vent'anni non avevano ancora azzeccato un piazzamento.
In una sala scommesse un po' più seria sarebbero già stati allontanati, ma l'Italia è evidentemente una bisca di quart'ordine, dove si fa credito sulla parola, o sulla faccia, o sul cognome; sicché questi continuavano imperterriti a giocare, sempre inseguendo la vincita clamorosa che avrebbe riscattato il cumulo di debiti. Proviamo a ricapitolare:

– avevano puntato sull'uomo nuovo, decisionista e di sinistra, senza tanti fronzoli moralistici: Bettino Craxi. Era finita molto male.

– avevano sperato nel libero mercato, bella speranza! Complimenti! Quanti bei soldi bruciati sul Nasdaq, bravi! E che astuti, geniali, a spellarsi le mani quando la Cina entrò nel WTO, che grande idea! Dopo qualche tempo, pur continuando a professarsi liberali, smisero di parlarne.

– nel frattempo avevano anche puntato sull'imprenditore nuovo, decisionista e anticomunista: Silvio Berlusconi. Pensavano: di politica sa nulla, avrà bisogno di noi. Si misero a libro paga, ottennero quotidiani e ministeri.
…Ma in capo a tre mesi dalla presa del potere era chiaro che non contavano niente. SB pensava solo a SB, ai suoi condoni e alle sue prescrizioni, al massimo alla formazione del Milan. Le dotte analisi sociopolitiche le dava da leggere alla moglie.

– allora avevano alzato lo sguardo: non c'è un padrone più grande (e più fesso) che ci possa adottare? Nessuno sembrava più grande e fesso di George Bush II, e loro accorsero scodinzolando. Guerra al terrorismo! Togliamo il burqa alle madri afgane! Saddam Hussein produce armi di distruzione di massa, è una vergogna! Esportiamo la democrazia! Giù le mani da Israele e dal nostro stile di vita!
…Ma si era tutto impantanato tra Tigri ed Eufrate, in quella guerra assurda che George Bush I aveva troppo saggiamente evitato. E benché non si potesse negare che Afganistan e Iraq fossero stati, in qualche modo, 'liberati', sul piano mediatico nel 2005 la battaglia era chiaramente persa. 2000 vittime americane (e 40 italiane) erano sufficienti a rendere il boccone per sempre indigesto. Si stavano defilando tutti: persino Berlusconi avvertiva di essere sempre stato contro la guerra. Persino Pannella.

– allora, ormai piuttosto nervosi per via degli uragani, si erano giocati il tutto e per tutto sulla carta dell'identità religiosa. Trascendendo dal Neoconismo al Teoconismo, avevano trovato il loro Dio, incarnato nell'essere perfetto e incorruttibile: l'Embrione. E sulle prime – complice un Papa morto di fresco – la cosa sembrava poter funzionare. Avevano persino vinto un referendum, senza partecipare (impossibile, lo so, ma è così). Avevano iniziato a tirar bordate contro il relativismo laico. Avevano festeggiato le detrazioni fiscali alla Chiesa. Erano pronti a inneggiare alla chiusura delle frontiere, delle moschee, dei campi nomadi. Tutto era pronto, occorreva solo un piccolo aiuto per saltare il fosso. Una catarsi. Un botto – insomma, non sono abbastanza chiaro?

Un attentato, perdio!


Un attentato kamikaze a Roma, Milano, Napoli o Torino, che ci voleva? Perché gli spagnoli gli inglesi gli indonesiani sì e noi no?
Apposta, a guerra fatta, eravamo andati ad appollaiarci a Nassiryia – o credevate che ci fossimo andati ad aprire le scuole e addestrare la polizia? Qualche anima bella l'avrà creduto. O che fosse per il petrolio? Qualche cronista addentro l'avrà pensato. Illusi! Macché scuole, macché petrolio! Era una provocazione bella e buona, uno sputo all'Islam, in diretta dalla ridente penisola nel bel mezzo del mediterraneo. L'Italia reclamava il suo piccolo undici settembre nazionale! La sua festa del "nulla sarà mai più come prima!" La sua pearl harbour in sedicesimo, il suo piccolo incendio del Reichstag! E non ci voleva mica tanto, no? Ci si accontentava di poche centinaia di morti, a Trastevere o in Galleria, per sedersi al tavolo dei vincitori…

Nell'estate del 2005 tutto era pronto. Ma niente. Cioè, quasi niente, appena una strage a Sharm el Sheik, colonia italiana d'oltremare. A sentire i servizi, la penisola pullulava tuttavia di alqaedisti in sonno, eppure nessuno si sognava di farsi esplodere qui. Ed era un bel guaio, per certi opinionisti nostrani, che sull'attentato si giocavano l'ultima fiche della loro carriera. Berlusconi stava per tramontare (così sembrava, almeno) e li avrebbe trascinati con sé. Dovevano agire. Entrare anche a gamba tesa, se necessario.

Ormai ogni scusa veniva buona per provocare. Per esempio: gli elettori iraniani, che forse si percepivano accerchiato dai contingenti angloamericani in Iraq e Afganistan, avevano espresso a sorpresa un presidente ultra-integralista. Uno di quegli effetti indesiderati dell'esportazione violenta di democrazia… bene, qualche mese dopo il neo-eletto presidente islamico annunciò a un congresso di studenti che Israele andava tolto dalla cartina. La solita boutade, niente di nuovo. Certo, l'Iran stava diventando una potenza nucleare – d'altro canto Israele lo era già da un pezzo. Certo, Israele si era appena ritirato da Gaza (che senso ha minacciare un ladro proprio quando dopo quarant'anni inizia a restituirti i cocci di casa tua?) Insomma, quel che aveva detto il presidente iraniano era molto grave, come tutto quello che succedeva in medio oriente da diversi anni. Ma in Italia – solo in Italia – divenne un fatto d'interesse nazionale, perché un quotidiano liberale, pochissimo letto, ma finanziato dallo Stato, decise d'indire una manifestazione di solidarietà a Israele. Lodevole iniziativa, no?
E tutti avevano aderito: da destra, da sinistra, dal centro; tutti a sventolare stelle di David azzurre in campo bianco, per la gioia dei telespettatori di Al Jazeera in mondovisione. Così, benché non si aspettasse milioni di persone in strada, il direttore del piccolo quotidiano poteva a ragione fregarsi le mani: era riuscito a far dire all'Italia intera: "cucù, siamo qui, siamo in mezzo al mediterraneo, e siamo filo-israeliani". Se gli alquaedisti in sonno non si svegliavano quel giorno, non si sarebbero svegliati mai. O no?

E se ora mi rivolgo a te, è perché lo so.
Quella sera di vent'anni fa – stai cristallizzando il ricordo giusto or ora – tu eri a Roma, barbuto e abbronzato, con una pettorina esplosiva e forse una kefiah.
Forse che non c'eri?

"Arci…"
"Sì?"
"Mi sa che stiamo facendo una cazzata ".
"Non ti preoccupare. Inspira ed espira, su. Ricorda l'addestramento".
"Ma che addestramento, Arci, dai. Andiam via. Ho paura".
"Sssst. È tardi. Inspira ed espira".
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